Il Tirreno

Livorno

porta a terra 

Con la benzina dà fuoco a due giostre il racket o una vendetta contro il luna park

Stefano Taglione

Dalle telecamere si vede l’uomo scappare. Danni per 40mila euro. Il proprietario: «Ripartiamo subito, il Comune ci aiuti»

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In mano una tanica di benzina. Lui è un uomo maturo, sui 40 anni, con i capelli corti . Sono le 1 dell’altra notte quando l’ombra - ripresa dalle telecamere di sorveglianza - entra nel luna park di Porta a Terra e cosparge di liquido infiammabile due attrazioni: il Brucomela e l’autoscontro per bambini. Poi appicca il fuoco e fugge via, forse insieme ad altri complici, su un’auto di cui si sono perse le tracce.

Sono bruciate in pochi minuti le due giostre del parco giochi arrivato da due settimane in città, all’uscita della Variante, di fronte al Modigliani Forum. Ci rimarrà fino al Primo maggio. Ma quanto è accaduto è davvero inquietante. A dare l’allarme, nella nottata, il responsabile organizzativo Mauro Morandi, anche se il luna park è della famiglia di Carlo Berti, aretino da anni ormai trapiantato a Livorno, nel quartiere di Corea. Il rogo è stato spento con gli estintori dai lavoratori che vivono nelle roulotte e nei camper accanto, poi sono arrivati i vigili del fuoco per finire l’intervento e bonificare la zona. Sull’origine non ci sono dubbi: è dolosa. È su questa pista che sta indagando la Squadra mobile della polizia, guidata dalla dirigente Valentina Crispi. Gli agenti, l’altra notte, sono arrivati a Porta a Terra insieme alle volanti coordinate da Claudio Cappelli, a cui ieri mattina si è aggiunto un equipaggio della polizia scientifica per i rilievi. Il personale della questura ha acquisito le immagini delle telecamere, in cui si vedrebbe il piromane fuggire via. Al momento non si esclude alcuna ipotesi: dal racket alla vendetta, anche se non viene escluso il vandalismo. Certo è che episodi del genere non sono abituali nella nostra città: l’incendio appiccato con la benzina al luna park suscita per questo un grave allarme. I danni sfiorano i 40mila euro, anche se da Reggio Emilia – spiegano dal luna park – sono già state ordinate le nuove macchine per l’autoscontro. Secondo quanto emerso il luna park sarebbe assicurato contro furti e incendi. Il proprietario Carlo Berti, in ogni caso, vuole riaprire subito la struttura. «Ce la possiamo fare – dice – anche se i danni sono ingenti. Siamo una grande famiglia che si aiuta. Già ieri notte (sabato notte per chi legge ndr) ci siamo armati di estintori spegnendo tutto in pochi minuti».

I primi a intervenire sono stati Morandi, che è di origine bergamasca, e il cugino. «Dalle telecamere abbiamo visto una persona scappare – dice – Qui non c’era mai successo: sono convinto che questo atto sia stato un dispetto nei nostri confronti, forse qualcuno ci ha preso di mira ma non abbiamo mai avuto minacce». Berti e Morandi chiedono al Comune «di abbassare la tassa per il suolo pubblico» e di «concedere» alla famiglia «un luogo più urbanizzato». «Perché Porta a Terra – conclude Morandi – di notte diventa terra di nessuno. E possono succedere episodi simili, con danni notevoli per una famiglia come la nostra che si è sempre data tanto da fare». —

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