Gioco
Quattro presidi storici verso la pensione e così 30 scuole sono in cerca di una guida
Livorno, la provveditrice: «Speriamo nel concorso». Dalle materne alle superiori ecco i circoli e gli istituti che rischiano la reggenza
LIVORNO. Quattro dirigenti scolastici verso la pensione. Chi lo fa con “quota cento” e chi con la legge Fornero. Quattro presidi che, di fatto, oggi guidano ben 30 sedi scolastiche (divise in 2 circoli, 2 istituti comprensivi, 1 scuola media e 2 superiori) che una volta concluso l’anno scolastico in corso saluteranno i loro dirigenti scolastici.
Per due di loro, Anna Rita Baldi e Gianna Valente, il meritato riposo è certo. E loro stesse, alla guida la prima dell’istituto Micheli-Bolognesi e delle medie Mazzini e la seconda dei circoli Benci e Collodi, lo bramano. Per i colleghi Giuseppe De Puri e Giuliana Ficini c’è la certezza di essere pensionabili. Ma su quello che veramente hanno in mente di fare non si sbilanciano. «È prematuro», dicono entrambi, alla guida rispettivamente del liceo Cecioni e dell’Iti, con reggenza all’istituto Minerva Benedettini di Stagno (che comprende sette sedi scolastiche tra materne e medie dislocate anche a Nugola e Guasticce). Tra le opzioni che hanno, infatti, c’è la possibilità di dare al Ministero la propria disponibilità per restare un altro anno.
La certezza di rimpiazzarli ad oggi non c’è. Il concorso regionale per l’assunzione di nuovi dirigenti non si è ancora concluso. «Speriamo nel concorso - commenta la provveditrice Donatella Buonriposi - Il Ministero sta correndo per terminarlo e riusciranno a stare nei tempi, ma non possiamo prevedere eventuali ricorsi che potrebbero esserci». Se il concorso non dovessegarantire per settembre nuove leve da inserire alla guida delle scuole, lo scenario è quello di ricorrere sempre di più alle reggenze. Ovvero mettere in capo a un preside, oltre all’istituto del quale è titolare, altre scuole. Finora si era riusciti ad assegnare a un dirigente al massimo due istituti, ma non è detto che non si debba salire a tre.
In altre parole sarebbe un caos. Il pensiero di Anna Rita Baldi va subito a questo. Lei se ne andrà sicuramente: oggi guida l’istituto comprensivo Micheli Bolognesi con oltre 1100 studenti, che comprende le sedi scolastiche delle scuole materne La Marmora, la Tartaruga, Pippicalzelunghe, le elementari Micheli, Puccini e Campana e le medie Fermi. A queste si aggiungono le 4 sedi delle medie Mazzini (via Tozzetti, viale Carducci, via Veneto e via del Vecchi Lazzeretto). Sono altre centinaia di ragazzi.
«Spero che il concorso proceda celermente e ci siano nuovi presidi di ruolo da inserire altrimenti per il sistema livornese sarà un caos: con il sistema delle reggenze è difficile seguire per bene e in modo puntuale le scuole», dice. Baldi andrà in pensione con “quota cento”, il meccanismo che consente di andare in pensione anticipata al raggiungimento dei 62 anni d’età, purché si abbiano almeno 38 anni di contributi. La sua collega e, come lei, decana della scuola è Gianna Valente, dirigente da ben 27 anni. Oggi è alla guida del maxi circolo Benci con 1200 alunni (dentro le sedi delle materne Gobetti e Benci, le elementari Benci, D’Azeglio e Bini) ed è reggente al circolo Collodi (composto dalle materne Munari e Cremoni e dalle elementari Collodi, Rodari e Fattori).
«Io vado in pensione con la legge Fornero - racconta - e sinceramente è giusto così, è l’evoluzione naturale. Ho investito una vita nel mondo della scuola e dall’anno prossimo dedicherò il mio tempo a scrivere leggere e a fare la nonna» Valente riavvolge il filo: «Nel ’94 sono stata a capo dell’allora direzione sperimentale delle scuole dell’infanzia - racconta - Io l’ho avviata e io l’ho chiusa, perché il sistema è andato verso la continuità degli ordini di scuola, cosa che io sostengo fortemente. E poi finalmente alimenterà la passione di scrivere libri». Per quanto riguarda gli istituti superiori Iti e Cecioni di via Galilei, entrambi rappresentano dei veri e propri villaggi scolastici con oltre 1800 studenti. Per la città e per la provincia, tutta, sono scuole di riferimento.
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