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Gli abitanti del residence: «I ladri? Presenze costanti»
Numerosi gli episodi avvenuti all’interno dell’area residenziale di via Pendola In passati i malviventi hanno portato via pure quadri
LIVORNO. Non è la prima volta, purtroppo, che i ladri colpiscono il Porto del Sole. Il residence sul lungomare di Antignano – con doppio accesso da via Tommaso Pendola e via Duca Cosimo – è stato visitato più volte dai malviventi. «Dopo l’ennesimo furto sono stato costretto a installare delle telecamere, rinforzando serrature e cancelli – spiega il geometra Giovanni Frau, che vive proprio all’interno del complesso residenziale abitato da 35 famiglie in estate, che però d’inverno è mezzo vuoto – e un po’ tutti gli inquilini, qui, hanno subito le scorribande dei ladri. L’ultima volta, sentendo suonare l’impianto d’allarme, sono scappati. Dal cellulare ho potuto anche visionare le immagini in diretta: le telecamere li stavano inquadrando mentre tentavano di entrare. Consiglio a tutti di installare un impianto di videosorveglianza, tanto che ne ho parlato pure con alcuni vicini di casa».
«Credo che ormai questa sia una peculiarità di tutta la città», aggiunge – riferendosi all’escalation dei furti – la moglie del medico labronico, in servizio all’ospedale pisano di Cisanello, dove venerdì sera i ladri sono entrati mentre la coppia era a cena, distruggendo la cassaforte e svuotandola di tutto il suo contenuto: un piccolo lingotto d’oro e alcuni gioielli regalati anni fa per il battesimo delle loro due figlie.
In alcuni appartamenti del residence Porto del Sole, in passato, i ladri hanno perfino rubato i quadri attaccati alle pareti. È successo a una famiglia che vive ancora lì, che ha denunciato tutto ai carabinieri. «A mio figlio hanno perfino scassinato il furgone parcheggiato qua davanti – racconta un’altra abitante, a patto di rimanere anonima – e nel tempo abbiamo subìto grossissimi disagi. I ladri sono entrati anche a casa mia purtroppo».
Ma i problemi, ad Antignano, sono anche altri. Per non parlare delle macchine che viaggiano su via Pendola – conclude la donna – che vanno velocissimo: se non rischiamo di essere derubati, rischiamo di finire sotto un’auto». —
S.T.
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