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Ripulito il dormitorio di piazza Attias: via i giacigli abbandonati dagli ultimi
Livorno: arrivano le transenne al Grand Hotel Disperazione sotto Palazzo Coin, fra i negozi e le vetrine dello shopping cittadino
LIVORNO. Via i senzatetto dal Grand Hotel Disperazione, l’angolo del degrado riparato dalla pioggia dove gli “invisibili” dormivano e vivevano sotto il Palazzo Coin di piazza Attias, nel bel mezzo dello shopping cittadino. La questura – dopo aver riunito tutti i soggetti coinvolti, come il Comune, i vertici del centro commerciale e alcuni condomini – ha disposto l’allontanamento dei senzatetto, delimitando l’area con le recinzioni metalliche.
Giovedì 21 marzo, infatti, gli operai di una ditta specializzata hanno chiuso tutti gli accessi, mentre mercoledì mattina l’Aamps aveva iniziato le operazioni di sanificazione, continuate con la rimozione degli arredi e la disinfestazione (visto che si pone un problema igienico-sanitario) che si concluderanno oggi. Gli agenti della polizia di Stato, impegnati in un apposito servizio per l’ordine pubblico disposto dal questore Lorenzo Suraci, hanno quindi allontanato gli ultimi “invisibili” rimasti a vivere lì, nel pieno centro della città.
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Non è stato emesso alcun Daspo urbano – lo strumento introdotto dall’ex ministro degli Interni, Marco Minniti, utilizzato anche per combattere il degrado – in quanto i senzatetto, nel loro passato, non erano mai stati segnalati come pericolosi per l’ordine pubblico. «Abbiamo identificato tre persone – conferma il questore, Lorenzo Suraci – ma il Daspo urbano lo avrei potuto disporre solo se qualcuno di loro, in passato, fosse già stato allontanato o segnalato più volte. Non è stato questo il caso. Le persone che abbiamo trovato in piazza Attias, sotto Palazzo Coin, al nostro arrivo sono andate via in maniera tranquilla e spontanea. Come polizia di Stato abbiamo fatto la nostra parte, così come il Comune di Livorno: ora tenere pulito spetta ai privati».
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Nel tempo quell’angolo di strada era diventato un “non luogo” sotto gli occhi di tutti, trasformato in una tana per dormire, mangiare, ripararsi dal freddo, pure con delle siringhe lasciate in giro. «Prima qua sotto – aveva raccontato al Tirreno, nelle scorse settimane, un dipendente di una delle attività vicine – venivano a dormire i punk a bestia con i cani. Non davano fastidio a nessuno, venivano la sera tardi e andavano via al mattino, presto. Adesso ci sono altre persone, abbiamo pure trovato delle siringhe. Purtroppo con il cancello aperto, oltre a chi si è veramente accampato, tutti possono rifugiarsi e fare ciò che vogliono».
Le recinzioni – rafforzate dagli uffici comunali – rimarranno verosimilmente lì fino al 20 aprile, quando il condominio metterà in sicurezza la struttura ora “puntellata”. L’amministrazione ha stretto anche un accordo con Coin, che si impegna a far sì che le uscite di sicurezza si possano aprire solo dall’interno e non dall’esterno.
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