Gioco
Raugei: Livorno si unisca per farsi sentire davvero
LIVORNO. «Parto dal presupposto che prima o poi, in un modo o nell’altro un accordo con questo enorme Paese con il quale tutti cercano di commerciare al meglio, si farà e allora mi domando perché il porto di Livorno non è tra i porti presi in considerazione. E ancora di più mi domando: perché la comunità portuale livornese non alza la voce per denunciare l’ennesimo tentativo di tenere Livorno a sonnecchiare?». Parte da qui Enzo Raugei, presidente della Compagnia portuale, per dare uno scossone relativamente al fatto che la “Via della Seta” passerà da altri porti, segnatamente quelli di Genova e di Trieste. per Raugei invita a «fare pressione perché le parole del presidente Rossi vengano prese in considerazione dal governo e si generi su questo tema unanimità di intenti da parte dei livornesi».
Lo dice ricordando di esser stato al centro del dialogo con la delegazione cinese venuta a Livorno due anni fa. Sotto tiro è l’intesa fra il governo italiano e quello cinese che si concretizzerà con la visita del presidente cinese Xi Jinping e con la firma del “memorandum”.
Il problema ha a che vedere con il destino del porto di Livorno sul quale – aggiunge – «esiste un progetto serio di sviluppo rappresentato dalla Darsena Europa e ha una posizione geografica dal punto di vista logistico di indubbio vantaggio che, per le note carenze strutturali, fino ad oggi è stato penalizzato dall’esclusione della crescita dei traffici import/export verso il Far East dove la Cina ha fatto la parte del leone». —
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