«Torni con le contrazioni». Costretta a partorire a casa
La c’è la Misericordia!
Avrebbe esclamato Renzo Tramaglino, promesso sposo di Lucia Mondella se, anziché arrivare a Milano nel giorno dell’assalto ai forni da parte d’una folla inferocita per la carestia, l’anno di grazia 1628, si fosse trovato a Livorno, in zona Montenero, nel primo pomeriggio del 2 marzo 2019. Per terra non c’erano quelli che il giovane, sprovveduto e disinformato, giudicò i pani della Provvidenza.
In via di Montenero, al numero 63, per terra, c’era una giovane donna che stava partorendo. Impossibile muoverla, irrigidita com’era dai dolori, improvvisi e violentissimi. Neanche per adagiarla sul vicino divano. Tantomeno per caricarla in macchina e portarla in ospedale.
O meglio, riportarla in ospedale, dove, meno di due ore prima, era stata sottoposta ai controlli previsti allo scadere della gravidanza, tanto più opportuni, in presenza, fin dalla notte, di contrazioni, anche se irregolari.
Tranquillizzata, era stata cordialmente e gentilmente salutata e invitata a ripresentarsi quando avesse avuto, per un’ora, contrazioni ad intervalli regolari ogni 5 minuti. Peccato che, in questo caso, cordialità e gentilezza siano state davvero poco utili, mentre sarebbe stato preferibile un adeguato allertamento su possibili, anche repentini cambiamenti, tali da far precipitare la situazione. Come di fatto è avvenuto.
Per buona sorte è andata bene. Anzi benissimo. Ma se non fosse stato questo l’esito?
Come intervenire nell’eventualità di complicazioni, quando anche i minuti possono rivelarsi decisivi?
E come aiutare ora una madre che si colpevolizza, atterrita anche solo all’idea di ciò che poteva accadere?
Così, al sollievo si è associata la paura, crescente, per ciò che non è stato, ma poteva essere. Ma è andata bene.
Abbracciata al padre dei suoi bambini, aiutata dai familiari come hanno potuto, scivolata dalla sedia su cui aveva provato ad appoggiarsi sul pavimento del soggiorno, quella giovane donna ha dato alla luce un formidabile marmocchio di oltre 4 chili, decisamente vitale, a giudicare dalla funzionalità delle sue corde vocali. È andata bene anche grazie ai volontari della Misericordia, chiamati nella disperazione e sopraggiunti quasi subito, mentre il bambino stava nascendo, accolto dalle mani della nonna e della giovane, bella, bravissima dottoressa del Pronto Intervento.
Nella stanza dove giocano i ragazzini della famiglia, disseminata di giocattoli, seggiolini, materiale per disegnare, ritagliare, costruire. Dove, a Natale, viene allestito un bel presepe, quest’anno intitolato: “La Natività. Dal dinosauro all’astronave”. Un modo per riflettere sulla nascita e la sua universalità. Dovunque e comunque nascano le creature. Quasi una preveggenza.
Per Rocco, in qualche modo, si è allestito, fuori stagione e senza preparativi, un presepe vivente: lui, appena nato, deposto non sulla paglia, ma tra le braccia della sua mamma, ancora sporco, il cordone ombelicale non ancora reciso, disperato per l’ancestrale paura del freddo, della fame, della solitudine, a malapena consolato dalle carezze e dalle lacrime dei suoi genitori. A proteggerlo, forse, anche la Madonna di Montenero.
Un’unica pecorella, piuttosto smarrita: il cuginetto, 5 anni, in un angolino, con il suo videogioco in mano, immobile e impaurito da un gioco vero, troppo più grande di lui: la zia che si lamentava, la sua mamma sul cancello ad agitare le braccia e l’ambulanza dentro casa, non sulla discesa di Montenero dove tante volte l’aveva aspettata con trepidazione per vederla passare.
Un presepe vivente, dove non sono mancati gli Angeli, scesi al volo, è proprio il caso di dirlo, dall’alto del colle con gli abiti sgargianti, lo squillo della sirena al posto delle trombe e, soprattutto, il cuore. Piangeva il più giovane di loro. Piangeva davvero.
A questi uomini e donne di Buona Volontà, grazie! Grazie per i molteplici interventi in circostanze difficili della famiglia e oggi per il regalo più bello. Una nuova piccola vita.
*La nonna di Rocco e anche: Pietro, Alessandro, Milena, Giovanni, Lorenzo, Umberto e Leonardo. Per ora...
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