Il Tirreno

Livorno

la cerimonia 

La Livornina d’Oro della città allo scrittore Carlo Coccioli

La Livornina d’Oro della città allo scrittore Carlo Coccioli

Domani la consegna del riconoscimento al nipote: «Persona straordinaria  che ha fatto di uguaglianza, libertà e democrazia una pratica costante»

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livorno. Il Comune ha deciso di conferire la Livornina d’oro, la massima onorificenza della città, a Carlo Coccioli, scrittore livornese nato nel 1920 e scomparso a Città del Messico nel 2003.

La decisione arriva quindi a sedici anni dalla morte dell’intellettuale, scrittore di fama mondiale, partigiano e medaglia d’argento al valore militare per la resistenza partigiana.

La cerimonia di consegna del riconoscimento sarà domani a mezzogiorno nel salone del consiglio comunale, in piazza Civica. Il sindaco Filippo Nogarin consegnerà la Livornina al nipote di Carlo, Marco Coccioli. Saranno presenti le autorità civili, militari e religiose della città. Sono state invitate anche le associazioni del Tavolo Rainbow.

Dal municipio fanno sapere che al nipote Marco sarà consegnata anche una pergamena con le motivazioni che hanno portato l’amministrazione di Palazzo Civico a conferire la Livornina d’oro alla memoria di Coccioli: “Persona straordinaria, che dei valori di uguaglianza, libertà e democrazia ha fatto pratica costante della sua vita”.

Coccioli nacque a Livorno, sugli Scali Novi Lena, il 15 maggio del 1920 da Attilio, ufficiale dei Bersaglieri, e Anna Duranti, livornese di famiglia ebraica.

Narratore e intellettuale fuori dagli schemi ordinari, scrittore dalla bibliografia vastissima, autore di libri tradotti in almeno quindici lingue e molto conosciuto all’estero, soprattutto in Messico dove si trasferì “in esilio volontario” nel 1953, Carlo Coccioli ha ricevuto pochi riconoscimenti in Italia, come il premio selezione Campiello nel 1976.

È stato autore di una cinquantina di titoli, moltiplicatisi in quasi centosessanta tra edizioni, traduzioni e ristampe, dal romanzo “Il migliore e l’ultimo” uscito da Vallecchi nel ’46 al seguito del celebre “Piccolo Karma”.

Il Comune di Livorno gli aveva già reso omaggio intitolandogli una sala lettura nella sede della biblioteca Guerrazzi a Villa Fabbricotti e una strada nel complesso di Porta a Mare. Ora la decisione di conferirgli la Livornina d’oro, la massima onorificenza della città. —



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