Il Tirreno

Livorno

«Mio figlio di 5 anni con una sospetta malformazione ignorato in ospedale»

Giulio Corsi
«Mio figlio di 5 anni con una sospetta malformazione ignorato in ospedale»

Livorno, la denuncia della mamma: «Gli specialisti ipotizzano un’anomalia grave ma a Pediatria e Radiologia ci rifiutano l’esame prescritto»

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LVIORNO. «Gli specialisti sospettano che mio figlio di 5 anni sia affetto dal diverticolo di Meckel, un’anomalia congenita dell’intestino. Per confermare la diagnosi gli è stata prescritta una risonanza magnetica del tenue. È un esame che deve essere effettuato sotto anestesia e per questo va prenotato direttamente in reparto e non al Cup. A Pediatria però il primario si è rifiutato di farlo eseguire e anche di vedere le precedenti ecografie. Ci ha mandato a Radiologia, dove però ci hanno detto che serve la richiesta di Pediatria consigliandoci in alternativa di andare al Meyer. Il risultato è che nonostante abbiamo la prescrizione del pediatra, da cinque giorni siamo ignorati dall’ospedale e non sappiamo cosa fare».

Rosanna Marabeti è una mamma che vive nell’angoscia. L’odissea del suo bambino è iniziata lo scorso dicembre con una sospetta appendicite. Ora ai problemi clinici si è aggiunto anche questo corto-circuito comunicativo con il reparto: «Mi sembra di vivere un incubo, uno va in ospedale per essere aiutato e trova un muro. Di mezzo c’è la salute di un bimbo di 5 anni».

Tutto, come dicevamo, è iniziato a fine 2018: «Era il 3 dicembre, mio figlio zoppicava. Siamo andati dalla nostra pediatra, che ci ha mandati al pronto soccorso - racconta la donna -. I medici hanno deciso di ricoverarlo, dopo tre giorni in reparto sotto antibiotici le condizioni sono improvvisamente peggiorate, il bambino ha avuto un’invaginazione intestinale, una sorta di accavallamento dell’intestino, così ci hanno spiegato i dottori. È stato deciso il trasferimento urgente al Meyer, dove siamo arrivati in ambulanza scortati dai carabinieri. Lì era già stata allertata l’equipe chirurgica, ma per fortuna, arrivati a Firenze, l’intestino era tornato spontaneamente nella sua posizione normale. Dopo una notte passata al pronto soccorso, ci hanno riportati in ospedale a Livorno e il giorno dopo rimandati a casa, raccomandandosi di tornare immediatamente in caso di mal di pancia. Siamo tornati altre due volte, ma secondo il primario di Pediatria Fabrizio Gadducci si trattava di un problema di carattere emotivo. Allora ci siamo rivolti a Pisa: a inizio febbraio il professor Claudio Spinelli ha rilevato un quadro di adenomesenterite, cioè la presenza di linfonodi, che poi è stato successivamente confermato in due successive visite quando siamo tornati al pronto soccorso di Cisanello per nuovi dolori addominali accusati da mio figlio».

E aggiunge: «Spinelli ci ha richiesto gli approfondimenti per sospetto diverticolo di Meckel, che talvolta complicandosi possono provocare proprio l’invaginazione e la nostra pediatra Allegra Boni ha fatto la prescrizione secondo prassi. Ma all’ospedale di Livorno non vogliono farmi l’esame: io spero davvero che la diagnosi non sia confermata, anche perché probabilmente sarebbe necessario un intervento chirurgico, ma ho bisogno di certezze. E invece siamo stati rifiutati sia a Pediatria che a Radiologia. Non capisco come sia possibile che senza una motivazione, un reparto possa rifiutare una prestazione richiesta regolarmente da un pediatra. Se ritengono che serva un altro esame ce lo dicano, non abbiamo problemi, ma l’approfondimento diagnostico lo pretendiamo e una spiegazione». Interpellata dal Tirreno l’Asl sta procedendo alla ricostruzione dei fatti.
 

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