Gioco
L’Antitrust contro Onorato: «Convenzione, alt alla proroga»
Il Garante della Concorrenza boccia l’idea di far slittare di tre anni la scadenza dell’intesa da 72 milioni per le linee fra Sardegna e continente, incluso Livorno
LIVORNO. Stavolta non è solo un attacco polemico da campagna elettorale com’era accaduto poche settimane fa con il ministro Danilo Toninelli che, in vista del voto sardo, aveva evocato l’esigenza di «mettere fine al monopolio di Tirrenia» sulle rotte da e per l’isola. È l’Antitrust a mettere nel mirino la convenzione che vale 72 milioni di euro annui di sussidi pubblici per assicurare i collegamenti Sardegna-continente: era stata sottoscritta dallo Stato nel luglio 2012 nell’ultimo giorno in cui la Tirrenia era ancora pubblica, il gruppo Onorato l’ha acquisita aggiudicandosi la privatizzazione della società fino ad allora a controllo statale.
Adesso l’Authority Garante della Concorrenza e del Mercato dice senza giri di parole che non è opportuno far slittare al 2022-23 della scadenza della convenzione (che è stata fissata alla metà del mese di luglio del prossimo anno).
IL PIANO E LA PROROGA
A tal riguardo, in una delle note presenti nelle quattro pagine del pronunciamento si segnala che nella “relazione degli amministratori” sul progetto di fusione di Moby in Cin (Tirrenia) si fa riferimento al fatto che nel piano economico-finanziario figura la proroga triennale della convenzione.
Tale convenzione – viene specificato nel testo del provvedimento firmato dall’Antitrust guidato dalla presidente (facente funzione) Gabriella Muscolo – riguarda anche il porto di Livorno per quanto riguarda i collegamenti con lo scalo di Cagliari nel trasporto di merci. È questo l’unico accenno alle banchine della costa labronica: il resto ha a che vedere, sul fronte del trasporto prevalentamente di passeggeri, con le rotte fra Genova e Porto Torres, fra Genova e Olbia-Arbatax, fra Napoli e Cagliari, fra Cagliari e Palermo, fra Civitavecchia e Cagliari-Arbatax, fra Civitavecchia e Olbia, oltre alle tratte Napoli-Palermo e Termoli-Tremiti, mentre nel trasporto merci riguarda anche il collegamento Ravenna-Catania.
DUELLO CON GRIMALDI
Al di là della polemica elettorale, nello scontro fra Onorato e Grimaldi che ha a Livorno il principale campo di battaglia, è da lungo tempo che Grimaldi va all’attacco contro la convenzione. La flotta di Emanuele Grimaldi sostiene che i diritti dei cittadini sardi a non restare isolati si garantiscono mettendo i soldi nelle mani non di un armatore bensì dei cittadini che così possono scegliere la compagnia che più fa al caso loro.
Il Garante ritiene che la proroga presenti parecchi problemi dal punto di vista degli standard della concorrenzialità. Dito puntato contro il processo di fusione tra Moby e Tirrenia-Cin, che nel 2012, quando è stata sottoscritta la convenzione ora in atto, erano in concorrenza e adesso invece fanno parte ambedue del medesimo gruppo armatoriale (Onorato): si tratta di una operazione che è stata sospesa in virtù dell’opposizione manifestata dai commissari di Tirrenia in amministrazione straordinaria perché temono che la fusione possa mettere a rischio i crediti vantati sullo Stato.
L’Antitrust, insomma, vuol spingere il ministero a esplorare la possibilità che la continuità territoriale possa essere effettuata senza sovvenzioni pubbliche e, eventualmente, solo se la verifica desse esito negativo, giungere a una nuova convenzione. Ma per l’Agcom «sembra che uno dei presupposti per la realizzazione della fusione tra Cin e Moby sia la proroga dell’attuale scadenza della convenzione, prevista per il 18 luglio 2020, quantomeno al 2022/23».
Ma anche se lo slittamento fosse assolutamente indispensabile per tenere in piedi la società risultante dall’eventuale fusione tra Moby e Cin anche successivamente al 18 luglio 2020, tutto questo – viene puntualizzato in un passaggio-chiave – «non pare in alcun modo una circostanza che possa giustificare una deroga ai principi e dunque consentire un’eventuale proroga della convenzione».
COSA DICE ONORATO
Come controbatte il gruppo Onorato? Per adesso, tace o quasi. Si limita a far filtrare tramite l’agenzia Ansa una reazione ufficiosa: non si arresta l’iter della fusione tra Tirrenia Cin e Moby. Tradotto: il progetto va avanti, anche qualora non venisse prorogata la convenzione con lo Stato per i collegamenti marittimi tra la penisola e la Sardegna. Fonti vicine al gruppo sottolineano che la proroga al 2022-2023 non è il requisito indispensabile per fare la fusione ma semplicemente uno scenario, solo una delle ipotesi in campo.
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