Toscana
Il sindaco Nogarin all’attacco di RetiAmbiente
«La società è inattiva fin dalla sua costituzione nel 2011, il suo cda è illegittimo: stiamo anche valutando il recesso»
LIVORNO. L’amministrazione comunale va all’attacco di RetiAmbiente spa e annuncia anche la possibilità di recedere dalla società stessa senza escludere l’ipotesi di promuovere anche eventuali azioni legali a tutela del Comune.
È questo, in sintesi, il contenuto della lettera che ieri il sindaco Filippo Nogarin ha inviato a RetiAmbienti, alla Regione Toscana, ai sindaci di tutti i Comuni soci, al collegio dei sindaci revisori del Comune di Livorno, all’Ato Toscana Costa, al presidente dell’Anac e alla Procura regionale presso la Corte dei Conti sezione Toscana. Nella lettera il sindaco evidenzia soprattutto quella che definisce l’inattività della società. «Si vuole segnalare - è scritto nella lettera - come del resto visibile consultando ad oggi la visura camerale, il perdurare fin dalla sua costituzione risalente al lontano 2011, dello stato di inattività della Società Reti Ambiente Spa, partecipata da una quasi totalità di soci pubblici. Dal perdurare dello stato di inattività della società ne è conseguita ad oggi la completa assenza di personale dipendente che pone la stessa società in netto contrasto con le disposizioni normative vigenti».
Nogarin passa poi a segnalare le conseguenze di questa situazione. «Chiaramente il perdurare di una società in una situazione di completa inattività per tutti questi anni senza che la stessa sia diventata operativa nell'ambito previsto del proprio oggetto sociale - scrive - ha determinato un aggravio dei costi a carico della pubblica amministrazione generalmente intesa ed a carico dei singoli Comuni in particolare, che oggi devono riorganizzarsi per garantire l'espletamento di servizi essenziali e irrinunciabili a tutela della salute pubblica quali il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti».
Il sindaco di Livorno contesta anche la legittimità del consiglio di amministrazione. «Già precedentemente questa amministrazione comunale aveva evidenziato alla stessa società l'illegittimità del consiglio di amministrazione nominato in netto contrasto con le disposizioni di cui al D. Lgs. n. 175/2016 con particolare riferimento all'adozione di una delibera completamente priva di motivazione per la parte in cui è stato deciso la nomina di un Cda anziché di un amministratore unico, la nomina di amministratori senza alcuna valutazione curriculare e la mancata previsione nella delibera dell'invio alla Corte dei Conti – Sezione Regionale di controllo così come previsto dal D. Lgs. n. 175/2016. La mancanza di tutti questi elementi determinano l'illegittimità del Cda attualmente in carica con conseguente nullità degli atti dallo stesso compiuti. Nonostante questi aspetti di inattività e di irregolarità nella nomina e nell'operato del Cda, la società eroga compensi ai propri amministratori, compensi che sono solo costi a carico della pubblica amministrazione senza che a questi corrisponda l'erogazione di servizi a favore dei cittadini».
Nogarin conclude poi annunciando che «questa amministrazione comunale per tutto quanto sopra premesso, si promette di valutare il recesso dalla Società in sede di approvazione del prossimo piano di razionalizzazione, e si riserva ogni più ampia facoltà di azione in tutte le sedi che riterrà più opportune». —
Alessandro Guarducci
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