Il Tirreno

Livorno

contro il degrado del quartiere  

Lega: sessanta firme in un’ora tra scontenti ed ex di sinistra

Lucia Aterini
Lega: sessanta firme in un’ora tra scontenti ed ex di sinistra

Banchetto in via Garibaldi per chiedere l’aumento dei cassonetti e più pulizia I residenti chiedono maggior sicurezza: «Qui tutti i giorni abbiamo tanti furti»

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«No, il mio nome non glielo voglio dire, ma con Salvini mi trovo d’accordo anche se sono straniera». E’ una donna, giovane e immigrata, che passa di fronte al banchetto organizzato dalla Lega in via Garibaldi e firma per la petizione lanciata contro il degrado del quartiere. Come lei sono tanti i livornesi che si fermano a parlare con la vice-commissaria Costanza Vaccaro e l’attivista Massimo Chelucci che ha messo in piedi questa iniziativa per la Lega. Che in un’ora ha totalizzato sessanta firme, una al minuto.

Sono in gran parte residenti del quartiere, con elettori che sono sempre stati di destra ma anche che un tempo erano di sinistra, “nati in famiglie comuniste” come qualcuno precisa con una punta di rimpianto per un tempo che non esiste più. E a firmare ci sono anche commercianti cinesi, come per esempio Yu Guangun. Oppure quelli che non avevano interesse per la politica e che ora si sono appassionati «perché ci sono troppe questioni che non funzionano». A partire da quelle piccole, banali e “che poi banali non sono quando ti ritrovi a doverci fare i conti tutti i giorni”. Come il problema dei cassonetti che è tra i punti elencati nella petizione. «Devono essere riposizionati e aumentati – spiegano Vaccaro e Chelucci – perché i residenti sono costretti a fare anche 500 metri per andare a buttare via i rifiuti nei contenitori. E poi ancora: i marciapiedi sono sporchi perché le macchine operatrici non riescono a pulire e le fioriere lungo via Garibaldi sono diventate pattumiere ». E poi la questione sicurezza, troppi furti e troppo spaccio. da cui si arriva all’immigrazione. «La situazione di questo quartiere impone una riflessione perché Livorno - spiega il deputato della Lega Manfredi Potenti - è sempre stata una città internazionale e vogliamo che continui ad esserlo ma con condizioni diverse.

Nel quartiere una delle criticità è il furto di biciclette. «Abito qui da alcuni mesi - racconta Michele Sedda - e mi hanno rubato già tre biciclette, ora la metto nel garage a pagamento».«Io viaggio con una bici vecchia e abbastanza danneggiata - dice Emanuela Banti - perché me ne hanno rubate già diverse». Emanuela è una di quelle che si sta impegnando come militante della Lega. «Prima non avevo interesse per la politica ma ora ci sono troppe questioni che non funzionano - spiega - dalla burocrazia, alla mancanza del lavoro, alla sanità con lunghe attese per avere una prestazione».«Sono venti anni che abito qui - aggiunge Rina Grassi - e la sera non mi sento sicura se devo uscire. Ecco perché ho firmato la petizione della Lega anche se la mia famiglia era comunista».

Rosalia Genchi, invece, per anni non è andata a votare. «Aspetto da sette anni una casa popolare - racconta - ho occupato un’abitazione che non veniva utilizzata perché ero disperata, ci sono stata un anno e mezzo con i miei due figli di pochi anni e poi mi hanno buttato fuori dopo un anno e mezzo nonostante avessi pagato regolarmente l’affitto. La mia non era un’emergenza abitativa? Ancora aspetto un alloggio popolare». E conclude: « Non so se andrò a votare, se andrò darò il mio voto alla Lega». —

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