Gioco
Alt dell'Antitrust alla proroga della convenzione per la Tirrenia (Onorato)
L'Autorità Garante della Concorrenza boccia lo slittamento al 2022-2023 della convenzione da 72 milioni di euro di soldi pubblici dati al gruppo Onorato per garantire la "continuità territoriale" fra Sardegna e continente: la convenzione era nel mirino del ministro Toninelli (e, da tempo, del gruppo rivale Grimaldi)
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LIVORNO. L'Antitrust dà l’alt alla proroga della convenzione tra lo Stato e la Tirrenia (gruppo Onorato) per i collegamenti con la Sardegna: a giudizio dell’Authority Garante della Concorrenza e del Mercato non dev’esserci lo slittamento della scadenza (prevista per la metà di luglio del prossimo anno). Nel parere indirizzato al ministero delle infratrutture e dei trasporti auspica che il dicastero provveda a procedere, tenendo conto della tempistica relativa al termine della convenzione, alla corretta applicazione del regolamento comunitario e alla determinazione di prossima emanazione da parte dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) mettendo sotto i riflettori di fabbisogni di mobilità dei cittadini sia verso la Sardegna che dall’isola verso il continente.
Non è un fulmine a ciel sereno: già nelle scorse settimane il ministro Danilo Toninelli si era scontrato con Vincenzo Onorato, patron della holding armatoriale di famiglia, proprio sulla convenzione, contro la quale si era scagliato a più riprese anche il gruppo concorrente di sempre, la famiglia Grimaldi, che aveva da tempo spara a zero contro la convenzione.
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Il Garante ritiene che la proroga mostri criticità dal punto di vista degli standard della concorrenzialità: è finito nel mirino il processo di fusione tra Moby e Tirrenia-Cin, che nel 2012, quando è stata sottoscritta la convenzione ora in atto, erano in concorrenza e adesso invece fanno parte ambedue del medesimo gruppo armatoriale (Onorato): si tratta di una operazione che è stata sospesa in virtù dell'opposizione manifestata dai commissari di Tirrenia in amministrazione straordinaria perché temono che la fusione possa mettere a rischio i crediti vantati sullo Stato.
L'Antitrust non è d’accordo con la concessione della proroga che era stata chiesto da Tirrenia. Il ministero deve decidere se la continuità territoriale possa essere effettuata senza sovvenzioni pubbliche e, eventualmente, in caso contrario, se giungere a una nuova convenzione. La convenzione attuale risale al 2012 quando la holding di Onorato non aveva assunto il controllo di Tirrenia: comporta un corrispettivo di 72 milioni di euro in nome della “continuità territoriale” tra Sardegna e continente. L’Agcom sottolinea che “sembra che uno dei presupposti per la realizzazione della fusione tra Cin e Moby sia la proroga dell'attuale scadenza della convenzione, prevista per il 18 luglio 2020, quantomeno al 2022/23”. L’Antitrust segnala che l'obiettivo di garantire la continuità aziendale della società risultante dall'eventuale fusione tra Moby e Cin anche successivamente al 18 luglio 2020 “non pare in alcun modo una circostanza che possa giustificare una deroga ai principi e dunque consentire un'eventuale proroga della convenzione”.
Le prime reazioni ufficiali da parte del gruppo Onorato, secondo quanto riferisce l’agenzia Ansa, segnalano che iI percorso di fusione tra Tirrenia Cin e Moby va avanti, anche se non dovesse proseguire la convenzione con lo Stato per i collegamenti marittimi tra la penisola e la Sardegna. Fonti vicine al gruppo armatoriale ribadiscono che la proroga al 2022-2023 era solo una delle ipotesi in campo ma non è il presupposto della fusione.
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