Gioco
In cerca di donazioni per la finale dei robot
All’Iti le squadre Gundam e Tengri si sono qualificate per le nazionali di RoboCup: «Un aiuto per partecipare»
Robot che si muovono velocemente, che affrontano salite e superano ostacoli, che si ritrovano davanti a percorsi da superare. Robot che simulano soprattutto la ricerca delle vittime in una zona sconnessa, in seguito per esempio a una calamità naturale. È il progetto al quale partecipano anche quest’anno i ragazzi dell’Istituto tecnico industriale Galileo Galilei, una competizione internazionale in cui il nome della nostra città è nuovamente protagonista.
ALLE FINALI NAZIONALI
Sì, perché due squadre di studenti dell’Iti si sono qualificate per la finale nazionale della RoboCup, in programma dal 10 al 13 aprile a San Giovanni Valdarno (Arezzo): ci saranno i Gundam, campioni regionali e quindi tra i favoriti, e i Tengri, quinti in Toscana e pronti a stupire tutti.
E per finanziare la trasferta, la scuola ha appena lanciato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma School Raising: si può quindi sostenere i ragazzi dell’Iti facendo una donazione sul sito internet schoolraising.it/progetti/itis-galilei-robocup2019.
LE DUE SQUADRE
Gli studenti dell’Iti partecipano nella categoria Rescue Line, in cui viene proprio simulata la ricerca delle vittime. La squadra Gundam è composta da cinque ragazzi dell’indirizzo Informatica dell’istituto: Luca Ostinelli e Iacopo Guarnieri della 5ª A, Federico Nannoni, Giacomo Torbidoni e Matteo Alessandrucci della 4ª A.
E poi ci sono i Tengri. La squadra è composta da Marta Morelli (4ª A), Alessandro Battisti (4ª B) e Lanfranco Renzi (4ª B), anche loro dell’indirizzo Informatica. Per tutti il sogno è quello di strappare il pass per la finale europea di Hannover, in Germania, che verrà organizzata a fine maggio, mentre a luglio ci sarà il Mondiale in Australia.
«In ogni caso sarà un’avventura unica ed emozionante», dice Cristina Tani, docente d’informatica che ha lavorato in tandem con i colleghi di elettronica e robotica. È il team che sostiene i ragazzi e che, con loro, sogna di strappare il passo per i mondiali che si svolteranno nell’emisfero australe.
IL CROWDFUNDING
I robot degli studenti livornesi sono stati assemblati e configurati attraverso i kit della Lego, primo passo di un percorso arrivato adesso alla fase nazionale. E ovviamente al crowdfunding, «un modo innovativo per raccogliere fondi e scelto per non gravare sulle famiglie degli studenti», come sottolinea la dirigente scolastica Giuliana Ficini.
«Purtroppo la scuola non ha le risorse per mandare questi ragazzi a San Giovanni Valdarno - aggiunge - e così abbiamo preso la strada del crowdfunding, inserito tra l’altro nel nuovo regolamento contabile delle scuole: anche piccole somme, piccole donazioni potranno portare a grossi risultati». E nell’istituto di via Galilei, l’iniziativa è stata lanciata con bibite, salatini e pizzette. Un aperiRobot, ovviamente. —
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