Gioco
L'appello degli studenti: «Livornesi, usiamo più bici e autobus il Comune rifaccia il piano del traffico»
Livorno, scuole in piazza per il clima: «Importante fare bene la raccolta differenziata». E si ricorda l’alluvione
«Vogliamo un futuro, per noi, per i bambini che sono qui oggi, per gli adulti. Il pianeta è uno solo, è la nostra casa, non ci sarà un trasloco». Ha il megafono in mano Luigi Ferrieri Caputi. Dal liceo Cecioni parte l’onda verde livornese che, a gran voce, porta in piazza Grande circa 400 persone, in gran parte studenti, per reclamare a chi governa “giustizia climatica”. Ci tengono a dire che la manifestazione è apolitica. «Non esiste una seconda terra: oggi la grande estinzione di massa è provocata dall’uomo stesso. Ci stiamo suicidando, i governi devono fare scelte diverse. E’ un dovere essere qui», ribadisce Pietro Grassi, 16enne del liceo Enriques. Dal mondo a Livorno. I ragazzi di Cecioni, Enriques e Niccolini Palli rilanciano e fanno loro la rivoluzione verde planetaria, innescata dalla studentessa Svedese Greta Thunberg. Entrando, di fatto, nel movimento globale conosciuto come “FridaysForFuture” nato dall’iniziativa della 16enne svedese. Peccato che non siano in piazza a manifestare tutti gli istituti cittadini: lo pensano un po’ tutti. Ma chi è presente vuole far sentire la propria voce. È il desiderio di genitori con bambini, insegnanti, associazioni ambientaliste, comitati di quartiere che sono lì.
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In piazza Grande si parla. Ci sono interventi di Legambiente, Slow Food, Lamma. Cambiamenti climatici, alluvione, Livorno ferita, morti: ne parla Francesco Archibugi del Comitato alluvionati. Tra gli effetti dei cambiamenti climatici c’è anche questo. In piazza si canta. C'è un fiorire di manifesti e striscioni che sintetizzano lo spirito della manifestazione. Dalle lettere giganti che compongo la scritta "Help", aiuto a "Ci siamo rotti i polmoni", a "E i pinguini dove li mettiamo". Ci sono anche tanti volti della politica locale.
Parla di “sindrome di Greta” Marika Favilla del liceo di via Galilei: «A Livorno essendo una città piccola si possono fare tante cose buone: fare bene la raccolta differenziata, essere più civili in spiaggia, in giro, utilizzare meno plastica e più vetro per esempio per l’acqua e al Comune direi di incentivare le biciclette con tariffe a portata di studente».
Sempre parlando di bici: «Livorno è una città dove in bici si può arrivare dappertutto». Sulla quotidianità di ognuno spinge anche Lorenzo Contorno, del Niccolini Palli: «In città si percepisce un diffuso e insopportabile menefreghismo: invece, ognuno nel suo piccolo, deve tenere di più alle cose, valorizzandole, non sporcandole». Guarda alla sua città anche Giancarlo Ghezzani. Il 19enne del Cecioni si sente di rivolgere un invito al Comune. «Una rivoluzione ambientale seria parte da un diverso piano del traffico, per esempio. Un piano del traffico che disincentivi l’uso delle auto, cosa che non può essere fatta con le rotatorie e basta». Che le cose possono cambiare ne è convinta anche la compagna di scuola Sara Bartali. «Non ci possiamo girare dall’altra parte, io per esempio uso carta riciclata per i documenti di scuola - e lancia un appello al suo Cecioni - Inviterei anche la nostra scuola ad usarla».
Come ribadisce anche Edoardo Casini l’educazione ambientale deve partire sui banchi delle elementari, anche prima. «Questa manifestazione sarà solo l’inizio - dice a nome di tutti - intendiamo dare un seguito concreto, andando alle elementari a fare lezioni di sostenibilità ambientale. E poi vogliamo organizzare giornate di raccolta rifiuti in spiaggia e in giro». Usa borracce per bere (vietate le plastiche) Emma Titomanlio e di solito si muove a piedi. Preferisce il vetro alla plastica anche la compagna di scuola Francesca Ramacciotti. Capita loro anche di bacchettare i genitori quando vedono comportamenti “spreconi”.
La quotidianità è importante come rilancia Elena Casolaro del Niccolini Palli. In piazza c’è suo padre, Luca insieme a un’altra mamma, Gianna Cascone: «Abbiamo educato i nostri figli a uno stile di vita eco-sostenibile: bici, acqua del rubinetto, fermentati». In piazza c’è anche Toto Barbato, deus ex machina del The Cage Theatre: «Sono i miei bimbi: ho fatto da gran cassa social all’evento e ho dato loro in prestito le casse per la manifestazione. È un dovere essere qui».
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