Il Tirreno

Livorno

La “rivoluzione” delle navi Andranno a gas, meno smog

Il viceministro Edoardo Rixi e, a sinistra, il commissario dell’Authority Pietro Verna (Marzi Pentafoto)
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Il viceministro Edoardo Rixi e, a sinistra, il commissario dell’Authority Pietro Verna (Marzi Pentafoto)

Il summit organizzato da Olt e Assocostieri in Fortezza con esperti e istituzioni Rixi: «C’è da affrontare una transizione, non possiamo mettere impianti ovunque»

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LIVORNO. Non arriverà dopodomani la “rivoluzione del gnl” che trasformerà la propulsione delle flotte navali per ridurre lo smog: è già oggi. Anzi, Massimo Deiana, numero uno dell’Authority sarda, dice chiaro e tondo che «cominciamo a essere anzi un po’ in ritardo perché è dall’inizio del decennio scorso che se ne parla». Aggiungendo poi: «Fra Sardegna e Tunisia passano ogni anno 56mila navi lungo la rotta Suez-Gibilterra o viceversa: vorrei portarne un po’ da me. Ma se ci vogliono cinque anni solo per sbrigare uno degli aspetti burocratici, ho già perso il match...».

La questione è adesso sotto i riflettori dell’ “Italian Lng summit 2019”, messo in pista dall’Olt Offshore (la società del rigassificatore 22 miglia al largo delle nostre coste) e dall’Assocostieri (l’organizzazione che raggruppa le imprese che si occupano di logistica dell’energia): esperti, amministratori delegati, dirigenti ministeriali e vertici di istituzioni marittimo-portuali in “conclave” in Fortezza Vecchia perché ormai non c’è dubbio che Livorno voglia candidarsi a essere la capitale di rete infrastrutturale per far arrivare il gas alle navi.

M5S: Vogliamo Livorno polo del gnl per le flotte

«Bisogna recuperare il tempo perduto: siamo rimasti un po’ indietro rispetto ai paesi nordeuropei», afferma senza tanti giri di parole il viceministro Edoardo Rixi. Ma occorre farlo «con una regia intelligente»: accelerare sì, e tuttavia – aggiunge – «evitare di disseminare depositi ovunque, meglio pochi interventi mirati». Rixi lo argomenta così: «Non sappiamo quanto durerà la fase di transizione nel segno del gnl, sarebbe sciocco impegnarsi in un grande sforzo economico per sparpagliare nel Paese un gran numero di infrastrutture che dovranno poi essere riconvertite».

Giusto, ma al tempo stesso è proprio il viceministro a dire che non c’è porto che non chieda quest’ammodernamento delle infrastrutture per l’approvvigionamento delle navi: dipende dal fatto che, come afferma lui stesso, «può rappresentare un valore aggiunto riguardo alla capacità di attrarre traffici” e al miglioramento dell’appetibilità di uno scalo».

Comunque, dalla tribuna del convegno in Fortezza il viceministro manda anche un segnale di ottimismo: «Il Mediterraneo sta tornando protagonista: i porti della metà sud d’Europa negli ultimi due anni sono cresciuti più degli scali nordeuropei, dipende dal raddoppio del canale di Suez e da una situazione meno caotica di quella fino a 5-6 anni».

Ma quest’incremento di traffici ha bisogno della trasformazione delle navi: «Solo la propulsione a metano – avverte – consentirà di ridurre l’impatto sulle nostre città, che spesso sono nate e cresciute attorno al porto. Guai a non tenerne conto: con 5-6 love boat presenti sulle banchine in zona urbana è come piazzare le emissioni di una città di 30-40mila abitanti dentro la città che c’è». È dato ormai per accettato che la lotta allo smog navale avverrà con la trasformazione degli apparati propulsori delle navi o l’impiego di “scrubber” (che abbattono i fumi di scarico come fossero marmitte catalitiche). Insomma, Livorno aveva fatto da battistrada con l’elettrificazione delle banchine ma si è rivelata almeno per adesso un binario morto: è una sorta di grande cavo elettrico con cui, quando la nave è ferma a banchina, l’elettricità agli apparati di bordo viene data da terra consentendo di spegnere i motori.

Prima di andare via, il viceministro Rixi – plenipotenziario leghista in contatto direttissimo con Matteo Salvini – si è rinchiuso con i compagni di partito in uno dei locali della Fortezza per un faccia a faccia al riparo da occhi indiscreti: doveva regolare qualche mal di pancia sul toto-candidati che a Livorno sembra lasciare ai forzisti il candidato della coalizione? In effetti, l’insistenza con cui la Lega vuole il candidato su Firenze e su Prato lascia qualche margine a questo scenario. Non solo: con Sorgente e Salvetti a contendersi gli elettori di sinistra, sul centro si spalancano praterie in cui un candidato moderatissimo e pragmatico di centrodestra potrebbe fare man bassa...

In precedenza, incalzato dai cronisti sulla visione del governo in merito alla Darsena Europa e al porto di Livorno dov’è appena stato nominato come commissario l’ammiraglio Pietro Verna, Rixi aveva segnalato che «bisognerà arrivare in fondo: ci sono scelte strategiche da fare. Spettano al governo ma anche al territorio: noi ci siamo, è chiaro che prima di prendere decisioni importanti bisogna che ci sia una condivisione». E poi: «Credo ci siano grandi opportunità per aumentare i traffici a Livorno: a patto che ci sia meno conflittualità nello scalo, se si continua a denunciarsi gli uni gli altri è un bel problema. Il commissariamento mi auguro possa portare un periodo di serenità».

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di Redazione web