Gioco
Il poliziotto: «I suoi familiari pensavano che fosse in Africa»
La moglie Caterina vive al Sud e alla tv non ha mai guardato “Chi l’ha visto”. Lei e le sorelle nel ’98 credevano fosse partito per una missione umanitaria
LIVORNO. «Caterina non amava “Chi l’ha visto”, per questo nessuno finora aveva mai risposto agli appelli. Né lei dall’Italia (la donna vive al Sud ndr), né le sorelle croate. La coppia, fra l’altro, ha un figlio: lei, per tutelarlo, gli ha raccontato che suo padre non l’aveva voluto riconoscere. Solo ora il ragazzo ha scoperto di essere orfano».
Ilario Sartori, ex commissario della Polmare di Livorno, non ha mai perso le speranze. Ed è grazie a lui che oggi il 34enne sepolto al cimitero dei Lupi ha un nome.
Commissario, ma com’è possibile che la moglie Caterina non abbia mai cercato Zlatko Brajko?
«Gliel’ho chiesto e mi ha risposto di non aver mai guardato “Chi l’ha visto”. La trasmissione si occupò una volta di questo caso».
E non ha mai fatto una ricerca su Internet?
«No, né lei, né la sua cerchia di amici e parenti».
Come pensavano di trovarlo?
«I familiari credevano che fosse partito per l’Africa in una missione umanitaria. In ogni caso, in patria, lui aveva lasciato tutto. Anche la barca».
Quanto è passato dalla denuncia di scomparsa al ritrovamento del corpo?
«La denuncia di scomparsa è del 30 giugno 1998 e il ritrovamento vicino a Capraia risale al 18 luglio dello stesso anno».
Quasi tre settimane...
«Tre settimane di cui non sappiamo nulla. Potrebbe essere arrivato in traghetto ad Ancona, per poi andare in Sardegna. Sappiamo solo che ha inviato ai genitori una cartolina con un timbro sardo. Caterina e le sorelle, che sono ancora in ottimi rapporti, stavano aspettando questa notizia da 21 anni».
Stefano Taglione
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