Il Tirreno

Livorno

il convegno di sant’egidio alla goldonetta 

«Il Mediterraneo degli scambi deve ritrovare la sua anima»

Gianni Tacchi
«Il Mediterraneo degli scambi deve ritrovare la sua anima»

L’ex ministro Andrea Riccardi: l’identità sta nell’abbraccio fra culture diverse I giornalisti di varie testate locali raccontano le trasformazioni delle città

3 MINUTI DI LETTURA







Se le città del Mediterraneo sono da sempre l’approdo dei flussi migratori, fulcro di scambi, con l’ondata populista è entrata in gioco l’anima di queste città. Livorno compresa: tra le “leggi livornine” di una volta e le trasformazioni di oggi.

Proprio a Livorno, alla Goldonetta, è in corso la rassegna annuale “Medì”, organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio per lo sviluppo delle relazioni tra le città del Mediterraneo: ieri le prime relazioni e gli interventi di giornalisti di varie realtà, oggi le storie sulle rotte dei migranti (ore 10,30) e le riflessioni di architetti, urbanisti e scrittori (ore 16,30).

Ma queste città hanno davvero un’anima? A rispondere è Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio ed ex ministro per l’integrazione: «Sì, l’anima di questi luoghi esiste ed è l’abbraccio tra culture diverse, il pluralismo. Le città del Mediterraneo sono i luoghi del vivere insieme. L’esempio arriva da Istanbul: lì sono quasi spariti gli ebrei e i greci, ma sono arrivati curdi, armeni, georgiani. Ecco, ridare un’anima ai porti del Mediterraneo può ricreare opportunità».

Alla Goldonetta si parla di corridoi umanitari, di trasformazioni e di religioni davanti a 250 persone, compresi i rappresentanti di comunità e associazioni del territorio che si occupano del sociale.

«Il Mediterraneo è sempre stato strategico nella storia – dice il vescovo Simone Giusti – ma è passato da punto di incontro fra popoli a grande tomba con migliaia di morti. Oggi bisogna costruire ponti culturali, economici e sociali per conoscere l’altro, scacciare certe paure e far cadere le barriere. Il Mediterraneo deve essere centrale nelle politiche europee, invece qualcuno vuole bypassarlo».

E così si arriva al tema dell’integrazione, «che uno Stato-nazione non riesce a gestire – dice Olivier Roy (Istituto universitario europeo) – e che quindi si può realizzare soltanto a livello locale: è così che una città può ritrovare il suo scopo».

A giocare un ruolo fondamentale è anche la nostra città, con la vicesindaca Stella Sorgente che parla di «porta a mare della Toscana» e «da sempre punto di riferimento della circolazione di persone, idee e merci». «L’anima di Livorno esiste e resiste», aggiunge. Poi, quando parla di sostenibilità sociale e del reddito di cittadinanza già sperimentato in città, di fatto apre la campagna elettorale.

«A fine maggio verrà eletto anche il consigliere aggiunto, un cittadino extracomunitario che parteciperà alle riunioni del consiglio comunale e delle varie commissioni», chiude Sorgente.

Di Livorno parla anche il direttore del Tirreno, Luigi Vicinanza, riflettendo su «quell’anima meticcia, passionale e scanzonata dei livornesi» e spiegando che «oggi è la capitale della robotica insieme a Pisa e può diventare il centro d’aggregazione delle più grandi intelligenze, tutto nel quadro di un’integrazione moderna». Interventi giornalistici che diventano anche emozionanti quando prendono la parola il libico Khalifa Abo Khraisse e soprattutto il maltese Manuel Delia, che ricorda l’omicidio della collega Daphne Caruana Galizia strappando due minuti di applausi. Applausi che arrivano dall’anima di Livorno, città del Mediterraneo. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web