Gioco
Assolto il manager Marzovilla per l’uso dell’auto di Aamps
Livorno, la sentenza a distanza di quasi quattro anni dalla denuncia. L'avvocato: "Dimostrato ciò che avevamo spiegato anche in udienza premliminare, servono scelte più coraggiose"
LIVORNO. Andrea Marzovilla, l’ex consulente di Aamps imputato per aver utilizzato in modo indebito l’auto dell’azienda, è stato assolto dal tribunale dall’accusa di peculato d’uso perché il fatto non sussiste. L’inchiesta ha avuto inizio nel luglio 2015, quando la consigliera comunale di Forza Italia, Elisa Amato, aveva fatto un’interrogazione al sindaco Filippo Nogarin in cui chiedeva spiegazioni sulle multe prese da un veicolo intestato all’azienda dei rifiuti.
Marzovilla aveva un contratto di consulente per sei mesi: dal febbraio 2015 all’inizio dell’estate. Le multe (6) erano state prese tra aprile e maggio dell’anno scorso, sempre tra via delle Bandiere, via Ricasoli e gli scali Olandesi, anche in orari di solito non proprio lavorativi, ad esempio a mezzanotte. È servito un processo lungo quasi un anno per dimostrato come l’ex consulente – che quelle multe le ha pure pagate – potesse utilizzare l’auto aziendale anche in quelle fasce orarie.
«La stessa linea difensiva, franca e leale, che abbiamo adottato nella fase dibattimentale – spiega l’avvocato Marco Talini – l’avevamo illustrata, una prima volta nel corso dell’interrogatorio richiesto dall’indagato, quindi nella discussione sulla richiesta di rinvio a giudizio. Mi chiedo se c’era davvero bisogno di arrivare a un dibattimento che ha impegnato un collegio in un’istruttoria comunque faticosa. Pur col massimo rispetto per le valutazioni altrui, scelte più coraggiose alle volte favorirebbero la ragionevole durata dei processi e garantirebbero meglio i diritti delle persone inquisite».
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