Il Tirreno

Livorno

Commissario tenace dopo 20 anni riesce a dare un nome al cadavere di Capraia

Ilario Sartori, a destra, ora in pensione dalla Polmare
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Ilario Sartori, a destra, ora in pensione dalla Polmare

Livorno: è il croato Zlatko Brajko, nato il 12 maggio del 1964. Stava facendo una traversata dalla Sardegna all'Africa. Determinanti le ricerche di Ilario Sartori della Polmare

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LIVORNO. Il 18 luglio del 1998 venne rinvenuto in mare aperto, a nord-ovest dell’Isola di Capraia, un cadavere di sesso maschile, in acqua da alcuni giorni, e quindi in condizioni assai deteriorate a causa dell’esposizione al sole ed all’immersione in acqua. Era completamente nudo: aveva solo una fede, portata all’anulare, con inciso all'interno il nome di una donna e una data, un orologio marca Casio ed una scarpa numero 47 con un simbolo stilizzato rosso sulla suola, che si appurò all’epoca trattarsi del marchio del fabbricante svizzero di scarpe da barca Vogel.

L’esame autoptico, eseguito dopo il rinvenimento nell’Istituto di medicina legale dell’Università di Pisa, confermò la morte per annegamento, senza rilevare alcuna altra anomalia, quali lesioni o traumi. Anche gli esami tossicologici eseguiti all’epoca non dettero luogo a ipotesi delittuose di altra natura. Ogni possibile tentativo di identificazione del cadavere o ricerca dei suoi familiari, condotte con i mezzi dell’epoca, non dettero alcun esito. Anche la partecipazione per due volte alla nota trasmissione televisiva “Chi l'ha visto”, da parte degli investigatori che seguivano il caso, non permise un esito positivo alla vicenda.
 
Dopo qualche mese il corpo venne sepolto al cimitero dei Lupi. Senza che sulla tomba ci fosse un nome. Il commissario di polizia (oggi in pensione) Ilario Sartori, che aveva seguito l’intera vicenda, aveva promesso, già all’epoca, che avrebbe fatto di tutto per dare una identità al defunto e, soprattutto, per rintracciare la famiglia, che, forse, lo pensava ancora vivo e che non aveva alcuna contezza della sua tragica fine. Nel giugno 2016, nell’andare in pensione, aveva ricordato la vicenda, ribadendo il suo impegno a trovare una soluzione al caso. E così ha fatto. "Nelle scorse settimane Sartori - fanno sapere dalla questura - mentre stava effettuando alcune ricerche su internet, ha riprovato per l’ennesima volta a trovare traccia di uno scomparso compatibile con il cadavere di Capraia, ripartendo dal sito della trasmissione televisiva "Chi l'ha visto".
 
Allargando le ricerche con parole chiave in lingua inglese, sono apparsi alcuni siti, mai prima visitati, realizzati da pochi anni ed alimentati dagli organi di polizia delle rispettive nazioni. Sono stati trovati così dei veri propri album fotografici, contenenti centinaia di foto e profili di persone scomparse in tutta Europa, che Sartori ha iniziato a visionare per trovare qualche riscontro. Giunto al settore relativo alla Croazia, la sua attenzione è stata attratta dalla foto di un uomo, con un particolare fisico che gli ha subito ricordato il cadavere di Capraia: la pronunciata fossetta sul mento. Più osservava la foto e più gli sembrava che lo scomparso croato assomigliasse alla lontana immagine di quel corpo bruciato dal sole. Altro elemento di grande importanza è stata la rilevazione della data di scomparsa, che corrispondeva proprio agli inizi del mese di luglio del 1998.
 
La concreta possibilità di poter dare un nome a quel corpo si è fatta vicina: forse era proprio Zlatko Brajko, nato il 12 maggio del 1964, cittadino croato, scomparso da Bol, sull’isola di Brac, sulla costa dalmata. Fu trovata poi un’altra notizia collegabile alla vicenda. Digitando il nome e cognome del croato, è apparso sul video un'intervista, nella quale il giovane riferiva di avere acquistato una barca per il trasporto dei turisti nelle varie isole dalmate. Proprio questo ultimo punto confermava ulteriormente l’ipotesi di corrispondenza tra il Brajko ed il cadavere, che calzava una scarpa utilizzata proprio da marinai o velisti.
 
Alla luce di quanto acquisito, Sartori ha informato l’Ufficio di frontiera marittima di Livorno esprimendo le sue sensazioni sull'essere ormai vicini a una svolta risolutiva del caso.
 
Gli agenti della Polizia marittima,  guidata ora dal vicequestore Alberigo Martino, ha contattato la competente Direzione centrale della polizia criminale, per informare l’Interpol e, conseguentemente, la polizia croata, al fine di verificare i dati raccolti. È stata così reperita l’impronta di un polpastrello dello scomparso Brajko, trasmessa alla direzione centrale della polizia scientifica, che ha verificato la corrispondenza con le impronte di tutte le dita del cadavere, a suo tempo rilevate dal personale del Gabinetto provinciale della polizia scientifica di Livorno: il responso ha confermato l’ipotesi di corrispondenza con l’attribuzione di certezza alla identità tra il cadavere e lo scomparso croato.
 
Per quanto riguarda il nome Caterina e la data incisi all’interno della fede, la stessa Interpol, nel trasmettere l’impronta di Brajko, ha riferito che effettivamente si fosse sposato nella data indicata e proprio con “Caterina”, una cittadina italiana. I familiari sono stati ufficialmente avvertiti e  raggiungeranno Livorno, per le necessarie formalità legate alla restituzione della fede e dell’orologio, nonché per avere ogni possibile notizia direttamente da chi all’epoca aveva operato. Le notizie fornite dei familiari, in via ufficiosa, confermano che il Brajko, all’epoca della scomparsa, aveva inviato loro alcune lettere, che risultavano spedite dalla Sardegna, in cui preannunciava la volontà di recarsi in Africa per non meglio precisati motivi umanitari. Soprattutto nei primi anni dalla scomparsa, la notizia era stata ritenuta attendibile, motivo per il quale lo hanno sempre pensato, soprattutto nei primi anni dopo la scomparsa, sempre in vita.
 
Nei giorni scorsi è stato pubblicato, in Croazia, il necrologio in memoria di Brajko. Per il personale della Polmare, e per Sartori, rimane la soddisfazione di avere dato certezze alla famiglia, che fino ai giorni scorsi per oltre vent'anni, non aveva più avuto alcuna notizia sul congiunto.

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di Redazione web