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Livorno

Nel centrodestra si indugia Barbera, quotazioni in rialzo

A.G. - E.P.
Nel centrodestra si indugia Barbera, quotazioni in rialzo

Salvini potrebbe lasciare il candidato agli alleati in cambio di Firenze e Prato ma la Ceccardi insiste con Pacciardi. Romiti: «Occasione da non sprecare»

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LIVORNO. Ai proclami di vittoria ripetuti più volte dal centradestra non corrispondono, per ora, le decisioni su come affrontare le prossime amministrative a Livorno. Prendete Giulia Pacciardi, che da tempo è la candidata della Lega a sindaca di Livorno: una investitura ribadita l’altro ieri dalla coordinatrice toscana Susanna Ceccardi, ma proprio la manager livornese potrebbe essere sacrificata sull’altare dell’alleanza con Forza Italia e Fratelli d’Italia, in cambio dell’accordo per Firenze e Prato, dove in pole ci sarebbero Ubaldo Bocci (l’anti-Nardella), e Daniele Spada, entrambi espressione della società civile ma entrambi proposti dalla Lega. Questa in soldoni è la strategia che, almeno secondo quanto riportato da La Repubblica, avrebbe deciso Matteo Salvini durante l’ultimo consiglio federale. Mai come adesso, però, il condizionale è d’obbligo. Anche perché ancora ieri Paolo Barabino, vice coordinatore regionale e responsabile enti Locali di Forza Italia Toscana, non sembrava essere molto convinto del superamento dello stallo tra alleati. «Non ci sono passi avanti», risponde telegrafico a precisa domanda. «L’unica cosa certa - ha aggiunto - è che la decisione sul candidato a sindaco per i tre capoluoghi Livorno, Prato e Firenze, sarà presa al tavolo nazionale che spero si tenga entro la fine della settimana». Un’altra cosa certa, come ha voluto sottolineare poi lo stesso Barabino, è che per Forza Italia la figura adeguata a ricoprire l’incarico di primo cittadino non deve essere di natura politica: «Noi propendiamo per figure civiche, cioè figure appartenenti alla società civile, non di espressione politica». Una versione, quella di Barabino che è confermata prudentemente anche dagli ambienti leghisti livornesi.

E Fratelli d’Italia? Rimarrebbe a questo punto con la pagliuzza in mano. Perché ammettendo per vero che a Livorno vada in porto il nome proposto da Forza Italia, che a rigor di logica dovrebbe rimanere quello di Federico Barbera (in rialzo le sue quotazioni), a Firenze dovrebbe rinunciare al suo big Paolo Marcheschi a favore di Bocci mentre a Livorno vedrebbe svanire la candidatura a sindaco di Andrea Romiti . Per lui la discussione è aperta, ma senza drammi, in attesa della decisione che dovrebbe uscire dai tavoli romani forse per dopodomani. «Partire dal territorio e arrivare a Roma per la scelta del candidato è un ottimo esempio di buona politica», sostiene pacatamente Romiti: per lui, fiutando lo scenario che vedrebbe in calo i Cinquestelle e un Pd ancora in fase transitoria, si tratta infatti di «un’opportunità storica da non sciupare per mettere una bandierina a Livorno». Con un centrodestra dove per Romiti non ci sono più figure calate dall’alto, anzi: “E’ il segnale che siamo partiti ben strutturati sul territorio, all’interno di una coalizione in cui c'è un confronto serio tra alleati. Confronti questi che fanno bene perché ne uscirà il migliore candidato, quello più bravo a portare avanti il programma».Insomma è legittimo che gli alleati vogliano portare avanti il candidato che ritengono giusto per cogliere quella che definisce «una grande opportunità storica di cambiamento» sia a Firenze che a Livorno. Ma il tempo intanto passa e il centrodestra indugia. —

A.G. - E.P.

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di Redazione web