Il Tirreno

Livorno

Intitolati a De André i giardinetti sul mare dove c’è “Il Pescatore”

Intitolati a De André i giardinetti sul mare dove c’è “Il Pescatore”

Dopo il restauro della scultura, il Comune ha deciso di rendere così omaggio al cantautore a 20 anni dalla sua scomparsa e alla sua celebre canzone

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LIVORNO.Sarà intitolata a Fabrizio De André l’area verde del lungomare cittadino che ospita la scultura “Il Pescatore” (che i livornesi conoscono anche come “Il Pensatore”) di Mino Trafeli, oggetto di una recente opera di restauro e riqualificazione. La giunta comunale ha stabilito di dedicare lo spazio al celebre poeta e cantautore genovese a vent’anni dalla sua scomparsa. Domani sarà realizzato un sopralluogo nell’area per stabilire la collocazione più corretta del cartello di intitolazione che riporterà la dicitura “All’ombra dell’ultimo sole si era assopito un pescatore - Fabrizio De André 1940-1999” con chiaro riferimento alla canzone del cantautore che si intitola appunto “Il Pescatore”. A seguito del sopralluogo sarà fissata la data della cerimonia ufficiale di intitolazione dei giardinetti.

«Abbiamo voluto onorare la memoria di Fabrizio De André con una scelta significativa che pensiamo avrebbe potuto apprezzare: uno spazio verde fronte mare, dove dal 1956 scruta l’orizzonte l’opera di Trafeli omonima di una delle sue più celebri canzoni» spiega Francesco Belais, assessore alla cultura e al turismo del Comune di Livorno.

“Il pescatore” fu acquistato dal Comune nel 1957 per 200 mila lire. L’autore, il volterrano Mino Trafeli, è scomparso nell’agosto scorso a 95 anni. Artista molto quotato, al quale sono state dedicate anche diverse monografie e anche impegnato sul fronte politico e su quello sociale, realizzò “Il Pescatore” quando aveva 26 anni. Negli anni scorsi Trafeli aveva avuto occasione di rivedere la sua statua e aveva espresso il suo parere sulle condizioni dell’opera: «Servirebbero due cose, cambiare il basamento perché quello attuale è indecoroso e mettere una targa che descriva la scultura a chi passa», disse, a proposito del suo uomo sdraiato che guarda il mare, l’artista in un’ intervista al Tirreno. Trafeli se ne è andato pochi mesi prima che il suo desiderio venisse realizzato. A dicembre infatti è stato presentato il monumento restaurato grazie al finanziamento del Rotary Club Livorno Mascagni: il basamento lapideo rinnovato, le scritte vandaliche cancellate, la giusta valorizzazione per un’opera spesso derisa ma amata da tutti. E poi ecco la targa con il nome dell’autore, lo scultore volterrano Mino Trafeli, e l’anno di realizzazione, il 1956, una campagna che il Tirreno portava avanti da tempo.

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di Redazione web