Il Tirreno

Livorno

il processo 

Maltrattamenti alla Stella Maris i direttori saranno interrogati

Pietro Barghigiani
Maltrattamenti alla Stella Maris i direttori saranno interrogati

La richiesta al giudice degli avvocati di Roberto Cutajar e Giuseppe De Vito Uno degli indagati vuole patteggiare, i familiari della vittime saranno parte civile

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LIVORNO. Un imputato vuole patteggiare. E accetta anche la mancata concessione della sospensione condizionale. Altri due imputati, invece, vogliono essere interrogati. Muove i primi passi concreti, anche se siamo ancora in fase di udienza preliminare, il processo per i maltrattamenti sugli ospiti della Stella Maris di Fauglia addebitati agli operatori.

Ieri mattina il gup Giulio Cesare Cipolletta (pm Fabio Pelosi) ha sciolto la riserva sull’ammissibilità delle parti civili. Sono dentro l’Anmic, Telefono Viola e Agosm, Associazione dei genitori degli ospiti della struttura. Non ammessa, per una questione procedurale, la Fondazione Stella Maris nei confronti dei soli operatori che potrà riproporre la costituzione nella prossima udienza. Ammessi anche i genitori e i familiari dei pazienti, ma solo nei confronti degli imputati a carico dei quali vengono mosse le contestazioni sui singoli ospiti. Non è una costituzione in generale contro tutti. È mirata soltanto verso chi è accusato di episodi specifici contro il degente a favore del quale vengo chiesti i danni.

Udienza affollata quella tenuta nella piccola aula gup tra familiari e legali, i difensori dei 17 imputati e quelli delle quasi 25 parti civili. Costituzioni a parte i due fatti nuovi sono la richiesta di patteggiamento avanzata dall’avvocato Luca Pappalardo per il suo assistito, (omettiamo il nome per le condizioni di salute, ndr) e la decisione di sottoporsi a interrogatorio da parte di Roberto Cutajar, direttore generale del centro e Giuseppe De Vito, di Livorno, direttore sanitario della struttura, entrambi difesi dall’avvocato Giulia Padovani e accusati di omessa vigilanza e assunzione di persona non adeguatamente formata.

Per il patteggiamento la pena concordata tra avvocato e pm è di un anno e 8 mesi senza sospensione condizionale. L’imputato ha un’invalidità dell’80 per cento e un amministratore di sostegno. E fin dal 2008 ha problemi psichiatrici. Una condizione che non gli ha pregiudicato l’assunzione alla Stella Maris. Quei 20 mesi dovranno essere esaminati e ritenuti congrui dal giudice per ottenere l’accoglimento. Nell’udienza del 5 aprile saranno, invece, sentiti Cutajar e De Vito.

Diverse le posizioni tra i 17 imputati. Ci sono gli operatori, molti dei quali già licenziati, accusano dei maltrattamenti fisici sugli ospiti. E ci sono i funzionari della struttura che devono rispondere di una mancata formazione del personale a contatto con i pazienti. Sono imputati, oltre all’ex operatore che vuole patteggiare, Ugo Caroti di Fauglia; Giulio Fignani di Castellina Marittima; Marco Guerrazzi di Ponsacco; Matteo Parenti di Cascina; Svetlana Parfeniuc di Capannoli; Stefano Pasqualetti di Terricciola; Gabriele Lucchesi di Collesalvetti; Cinzia Vivaldi di Pisa; Maura Testi di Ponsacco; Nicoletta Casalini di Castellina Marittima; Rita Danesi di Livorno; Rinaldo Quintavalle di Cascina; Paola Salvadori di Capannoli, già responsabile di Montalto; Patrizia Masoni di San Giuliano Terme; Roberto Cutajar e Giuseppe De Vito. —

Pietro Barghigiani

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