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Ladri all’enoteca “Desiderio”, rubati migliaia di euro e 30 chili di carne
Livorno, l’ennesimo colpo nella notte tra domenica e lunedì 11 marzo nel locale della Venezia. I malviventi sono entrati dalla grata di areazione
LIVORNO. Non c’è pace per i commercianti. Stavolta a pagare il conto (salato verrebbe da dire visto il bottino) della serie di furti che si stanno ripetendo quasi ogni notte in città, è stata l’Enoteca “Desiderio”, il locale nel cuore della Venezia che ha festeggiato due anni di apertura nel dicembre scorso. Ad accorgersi del colpo, nella mattina di lunedì 11 marzo, sono stati i dipendenti del ristornate che insieme al proprietario hanno aperto per iniziare le preparazioni in vista del pranzo.È entrando in sala, la porta d’ingresso non presentava segni di scasso, che si sono subito resi conto che durante la notte precedente – il locale domenica era aperto – i ladri avevano messo a segno un colpo.
È assieme agli agenti della polizia che il titolare è anche riuscito a ricostruire in buona parte il percorso dei malviventi. Da un prima ricostruzione, infatti, è emerso che i ladri sono entrati nel locale passando da una grata di areazione, dopodiché quando si sono trovati tra la sala e la cucina hanno avuto tutto il tempo per trovare la cassaforte, aprirla e portare via i soldi – si parla di oltre ottomila euro – che erano conservati all’interno. Non contenti hanno anche pensato bene di fare un visita al frigo del ristorante dove erano conservati circa trenta chili di carne, lombata per la precisione rubando anche questa.
Un furto economico-alimentare che ricorda quelli messi a segno al ristorante “La Brace” e da “Rossopomodoro”, erano i primi di febbraio, e alla pizzeria “Bella Napoli”, in via Sardi. In entrambe le occasioni sono infatti spariti soldi ma soprattutto generi alimentari. Per fortuna, nonostante il danno da migliaia di euro subito, i dipendenti del locale sono riusciti in tempo record a rimettere tutto in ordine e ad aprire il locale per il servizio del pranzo come conferma il titolare. «Siamo già aperti», spiega senza aggiungere dettagli sul furto subito.
Adesso toccherà alla polizia cercare di verificare se esiste un filo conduttore dietro a questa serie di furti che da un mese e mezzo queste parte sta mettendo in difficoltà soprattutto i piccolo commercianti, a cominciare dai proprietari di bar e ristoranti. Possibile – si domandano anche gli investigatori – che ci sia un’unica mano, o forse una banda, che si sta specializzando in questo tipo di furti forzando finestre o porte. Certo è che il modo di agire è molto simile, e anche la scelta del le cose da rubare è sempre la stessa e si può riassumere in: tutto quello che trovano. Soldi prima di tutto, ma anche cibo e bevande.
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