Il Tirreno

Livorno

ai raggi x il polo livorno-piombino 

Boom di camion via mare ma per i container la crescita è quasi zero

Boom di camion via mare ma per i container la crescita è quasi zero

Traghetti e crociere, il nostro sistema a un soffio da quota 10 milioni di turisti. In tutta Italia ci supera soltanto lo Stretto di Messina

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LIVORNO. Mai il sistema portuale dell'Alto Tirreno - non solo Livorno ma anche Piombino e gli scali dell'Arcipelago - aveva raggiunto i 44 milioni di tonnellate movimentate: lo scorso anno ha fatto registrare il 7,3% in più rispetto a dodici mesi prima (con le banchine livornesi a trainare l'impennata, visto che i 36,5 milioni di tonnellate sono anch'esse un primato e valgono una crescita di otto punti e mezzo).

Mai così tanti i passeggeri: 9,78 milioni in partenza o arrivo da Livorno o sull'asse Piombino-Elba, così tanti da farne il primo sistema portuale del Paese, eccezion fatta ovviamente per la relazione dello Stretto di Messina. Ma con un "ma": il balzo c'è stato nel 2016, da allora solo aggiustamenti in positivo sì eppure senza volare oltre la soglia dei 10 milioni di turisti a bordo di traghetto o nave da crociera. Eppure, grazie anche al fatto che un turista in vacanza all’Elba viene contato quattro volte, potrebbe essere un asso nella manica finora non ancora del tutto sfruttato.

Mai così tanti semirimorchi: la metà della merce che passa sulle banchine del nostro sistema territoriale - 22,1 milioni di tonnellate - viaggia sulle "autostrade del mare": più 8,6% e anche qui è Livorno a fare da locomotiva fino a sfiorare i 16 milioni di tonnellate (on un incremento al di sopra dei dieci punti se guardiamo al tonnellaggio, che diventano più di 13 se contiamo i trailer).Proprio quest’esplosione di traffici ro-ro è all’origine di tanti guai del porto per i pochi spazi.

Sono questi alcuni dei tasselli del puzzle statistico sull’identikit del porto che sono stati presentati da Gabriele Gargiulo, dirigente dell’Authority, nel giorno del debutto del nuovo commissario.

In crescita anche i container (più 1,9%): ma assai meno che altrove. E con um rimescolamento fra le varie tipologie: giù del 2% i contenitori vuoti, aumentato di sette punti quelli pieni (che sono anche indizio dello stato di salute dell’economia sul doppio movimento in import e in export), meno 9,3% per i trasbordi da nave a nave.
È qui l’indizio del fatto che le strozzature fisico-geografiche del porto si fanno sentire: o si risolvono i problemi o si rischia di tornare indietro per via del progressivo spostamento delle merci su navi più grandi che non entrano nel porto di Livorno.

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