Gioco
“Auschwitz non vi avrà” storia di una fuga raccontata agli studenti
Le vicende della famiglia Hassan scampata all’ Olocausto tra aneddoti e domande degli alunni di Fermi e Mazzini
LIVORNO. Incontro all’insegna della memoria, della tolleranza e della Storia quello che si è svolto nei giorni scorsi alla Casa della Cultura, che ha spalancato le sue porte per la presentazione del prezioso libro “Auschwitz non vi avrà” di Guido Hassan e Giuseppe Altamore (con un’introduzione della senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta alla Shoah). L’ incontro patrocinato dal Comune, è stato organizzato dall’Amicizia ebraico-cristiana “Miranda Schinasi” e dall’associazione Cassiodoro.
Protagonisti, insieme agli autori del volume, gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado, “E. Fermi” e “G. Mazzini” (accomunate dalla stessa dirigente scolastica, Anna Rita Baldi), che hanno intrecciato un dialogo serrato con i relatori, fatto di domande, osservazioni e riflessioni, colorando l'incontro di sfumature inedite, centrandolo nell’oggi più che nel ricordo lontano – impellenza data dalla cronaca, vista la recrudescenza dell'estrema destra in tutta Europa.
Lo spunto di partenza è venuto proprio dal libro, che racconta le vicende autobiografiche di Guido Hassan, oggi 82enne (6 anni all’età delle deportazioni), che insieme alla sorellina di 4 anni e alla madre, viene protetto ad ogni costo dal padre, un uomo che aveva intuito, più di altri ebrei, l’orrore dell’Olocausto, ancora prima che avvenisse o che si conoscesse.
«Gli altri ebrei - racconta Hassan con la voce rotta dall’emozione - dicevano che se ci avessero preso ci avrebbero portato, al massimo, in un campo di concentramento (non di sterminio, ndr) e che alla fine della guerra ci avrebbero liberato: mio padre, no, rivoltella in tasca, iniziò con noi una fuga rocambolesca per l’Europa, cominciata a Tripoli nel '42 e terminata in Svizzera molti mesi dopo».
Si dipana così una storia di clandestinità intorno al Lago Maggiore, un racconto fatto di orrore e terrore quotidiano che arriva ai giorni nostri. Il racconto di Hassan viene puntellato ad arte dal giornalista (cristiano) Altamore di indicazioni sulla storia dell’antisemitismo, non circoscrivendolo alla sola Seconda Guerra Mondiale o alle Leggi Razziali del 1938 ma analizzando l’attualità. A conclusione, l’intervento della profe Anita Leonetti, coordinatrice della giornata, che ha riassunto quello che il libro ha insegnato ai giovani lettori, suoi allievi. —
Claudio Marmugi
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