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Rissa con bottiglie e coltelli dopo la festa nel capannone

Stefano Taglione
Rissa con bottiglie e coltelli dopo la festa nel capannone

Due giovani marocchini sarebbero stati picchiati l’altra notte da cinque tunisini  Uno è stato sfregiato: «All’alba hanno suonato al citofono chiedendo aiuto

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Li avrebbero presi a pugni e bottigliate, ferendoli anche a colpi di sedie e con coltelli fuori da un capannone di via Magri, dove c’era una festa marocchina regolarmente autorizzata. Rissa alle quattro e mezza di mattina nel quartiere della Cigna, con cinque tunisini contro due marocchini, secondo quanto raccontato dalle stesse vittime agli agenti delle volanti della polizia di Stato.

Al pronto soccorso un trentenne colpito con una bottiglia rotta alla testa (è il più grave dei due ed è rimasto in osservazione per ore) e un giovane di 23 anni che invece è stato dimesso dopo poco. Quest’ultimo sarebbe stato ferito di striscio con la lama di un coltello, mentre il primo sarebbe stato colpito anche con calci, pugni e sedie. All’interno del locale, fra l’altro, qualche ora prima c’era già stata la polizia municipale, dopo le numerose telefonate dei residenti che non riuscivano a dormire a causa dell’alto volume della musica. In ogni caso, la rissa, sarebbe avvenuta all’esterno, con i gestori che agli agenti della questura avrebbero detto di non essersi accorti di nulla.

Il trentenne, ferito alla testa, per sfuggire agli aggressori è scappato verso via Palamidessi, in direzione della rotonda della Cigna, suonando a diversi citofoni. Ad accorgersi delle sue urla è stato un uomo che vive con suoi genitori, il quale spaventato ha subito chiamato il 113, consentendo l’arrivo sia delle volanti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, che di un’ambulanza della Svs con il medico a bordo. «Quando ha suonato – racconta il residente – diceva: “Sto morendo, sto morendo”. Inizialmente avevo capito che c’era un cadavere in strada, ma era lui che fra mille sofferenze non riusciva a spiegarsi bene».

L’uomo ha pure imbrattato di sangue tutto il marciapiede, oltre al davanzale di una finestra dove vive la famiglia che ha svegliato alle 4.45 di mattina. «Aveva un brutto sfregio alla testa, credo che sia stato colpito con una bottiglia rotta – racconta ancora l’abitante di via Palamidessi – e sia io che i miei genitori ci siamo spaventati moltissimo, pensando che avesse brutte intenzioni. Non ho aperto fintanto che non sono arrivate le due volanti della polizia di Stato, intervenute immediatamente».

Gli agenti non hanno perso tempo, parlando subito con il giovane ferito. Che pur non sapendo spiegare il motivo che ha portato al parapiglia, li ha indirizzati verso via Magri, fuori dal locale dove poco prima si era consumata la rissa fra tunisini e marocchini a colpi di sedie, coltelli e bottiglie rotte. I cinque malviventi – fino a ieri – non erano ancora stati individuati, visto che all’arrivo della polizia avevano già fatto perdere le loro tracce. Decisive, nelle prossime ore, saranno le parole dei due marocchini, che potrebbero aiutare gli agenti a dare un nome e un volto ai loro aggressori. —

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