Gioco
«Combatterò la fuga di cervelli», l'ex arbitra Vitulano in campo con Pizzarotti
Livorno, la figlia di Miguel si presenta con la lista “Livorno in Comune” E a lanciarla arriva il sindaco di Parma: 150 sezioni in Italia
LIVORNO. Suo padre, conquistador del 22 aprile all’Arena Garibaldi, legò la sciarpa amaranto in cima alla torre di Pisa. Lei, Carina Vitulano, è pronta, a distanza di anni da quel gesto, a mettere la sua a palazzo comunale. Candidata a sindaca per “Livorno in Comune”, progetto di “Italia in Comune”, fondata da Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, fuoriuscito dal Movimento 5 Stelle e che ha presenziato alla presentazione al Granduca assieme ai coordinatori locali Claudio Puccetti e Maurizio Alderoni ed il referente regionale Michele Lucarelli.
«I concetti su cui ci basiamo sono chiari e Livorno in Comune ha progetti e pensieri da mettere nel nostro programma che sarà esposto prossimamente» ha detto l’ex arbitra internazionale di calcio, che poi ha proseguito: «Esiste un gruppo di persone che offrono competenze alla città, che vogliono dialogare con tutti, cercando punti d’incontro con chi si mette a disposizione. Tutti, meno la Lega». Le viene domandato cosa penserebbe suo padre ad avere una figlia che potrebbe diventare prima cittadina di “Copacabana”, come il giocatore ribattezzò Livorno, non appena percorreva il Romito e si dirigeva per la prima volta verso i nuovi compagni amaranto. Lei ci ride sopra, divertita, commentando «resterebbe basìto, come quando a 17 anni gli comunicai che doveva firmare per l’autorizzazione a farmi fare il corso arbitri e poi era tutte le domeniche con me a vedere le partite che dirigevo. Ecco, starebbe al mio fianco anche stavolta».
«Ho accettato - continua - perché condivido i valori del programma anche se ho avuto qualche riserva iniziale per il cognome che porto». Non c’è ancora il programma per Livorno, ma ha tre punti fondamentali: «La valorizzazione del porto commerciale, della portualità, del porto turistico, dobbiamo far valere la nostra posizione strategica nel Mediterraneo. Quindi, lavoro e benessere per le persone. Non si può dimenticare la scuola, collegata col mondo del lavoro. I giovani devono andare a fare esperienze fuori, ma poi tornare. No alla fuga dei cervelli. Infine, la gestione dell’immigrazione. Inclusione, diritti, doveri, sono alla base di tutto». Pizzarotti è lì e racconta la sua avventura che gli ha già permesso di creare 150 sezioni in tutta Italia. «La nostra filosofia - spiega - è affiancare le liste civiche che si creano e che possono prendere direttamente il nostro nome, che possono essere infine anche in coalizione con partiti tradizionali. Siamo un collante che vuol durare nel tempo e lavorare per la comunità». Una stoccata al reddito di cittadinanza quando dice «c’è un tema di povertà emergente, ma si contrasta dando la dignità del lavoro. Il reddito non mi serve per far crescere i consumi. I soldi promessi escono da chi paga le tasse, da chi lavora. Solo campagna elettorale, sfruttando la povertà».
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