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Rotatoria blocca l’investimento da un milione di due ristoratori

Lucia Aterini
Rotatoria blocca l’investimento da un milione di due ristoratori

I proprietari del ristorante “Via di Guinceri” vogliono costruire un albergo naturale ma da mesi la previsione di una zona di vincolo sta ritardando l’avvio del progetto

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COLLESALVETTI. Da undici anni hanno aperto un ristorante che sta riscuotendo successo, soprattutto sul podio di Tripadvisor. È il “Via di Guinceri” a Vicarello. Ora la coppia di ristoratori, Cristina Fagiolini e Fabrizio Moccia, vuol raddoppiare l’attività. Ma l’iter per realizzare un albergo ecocompatibile con tanto di tetto in erba è estremamente complesso. E un vincolo sta bloccando il via alla presentazione del progetto.

In famiglia Moccia-Fagiolini hanno tutti una forte vena artistica. Dal più giovane, il figlio Dario, youtuber e scrittore di successo, alla madre Cristina cuoca da trenta anni. Fino al padre Fabrizio che gestisce i clienti in sala e la comunicazione social dell’attività. Se il ragazzo è spesso in giro per l’Italia e per il mondo, padre e madre portano avanti il ristorante all’uscita della superstrada Firenze-Pisa -Livorno. «Abbiamo puntato sulla qualità - spiega Fabrizio Moccia - per fare qualche esempio prepariamo piatti di carne Kobe, dal Giappone, che proviene da animali nutriti in maniera speciale e che vengono addirittura massaggiati per migliorare la qualità dei tagli». Carne che può costare anche mille euro al chilo. «Oppure lavoriamo - va avanti Moccia - quindici tipi di risi che arrivano da tutto il mondo. E la nostra pasta è tutta fatta in casa». La qualità, in ogni caso, non deve intimorire rispetto ai prezzi: Fabrizio Moccia spiega che per scelta evitano il circuito di blasoni e di stelle «perchè vogliamo dar da mangiare a tutti - spiega ancora - da noi si può spendere dalle 35 alle 100 euro». Dunque non solo cifre ragguardevoli.

Un paio di anni fa la coppia ha iniziato a pensare di ampliare l’attività «sempre in un’ottica di ecocompatibilità, con attenzione all’ambiente».

«Abbiamo un progetto per una green house - spiega ancora Moccia - un albergo con tredici stanze che dovrebbe essere realizzato tutto in materiali naturali e ricavata da una collinetta. Un investimento importante da oltre un milione di euro e che ci porterebbe anche ad aumentare il personale: da 13 fino a 20-22 dipendenti».

Un progetto a cui la famiglia Fagiolini-Moccia tiene in particolare. Ma che ha, purtroppo, un suo ma. Infatti l’avvio della realizzazione ha un iter complesso. «Io sarei partito già da un anno - spiega l’imprenditore - voglio precisare che le difficoltà non sono in carico a Comune e a Provincia. Purtroppo nella zona dove andrebbe l’albergo c’è una zona con un vincolo per la previsione di una rotatoria. Da qui nasce il problema che blocca la presentazione del nostro progetto».

Ora, dopo l’intervento del Comune, la Regione ha ribadito la volontà di realizzare questa rotatoria. Ma non delle dimensioni prospettate all’inizio. E quindi questo potrebbe costituire il via effettivo al sogno di Cristina e Fabrizio. —

Lucia Aterini



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