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Ragazzo autistico offeso a scuola: la denuncia social fa il giro dell’Italia
Livorno, la lettera web del giornalista e voce di Radio 24 Nicoletti La mamma: «Chiedo che gli sia cambiata sezione»
LIVORNO. Da Livorno a buona parte dell’Italia. È un tam tam mediatico. Partito dai social. Anche il giornalista, scrittore e voce di Radio 24 Gianluca Nicoletti rilancia la storia dello studente autistico (di cui non mettiamo il nome per proteggere l’identità della possibile vittima minorenne) che attraverso il fratello maggiore denuncia su Facebook di essere vittima di atti di bullismo a scuola.
L’autore radio-televisivoscrive sul sito (punto di riferimento nazionale) “Per noi autistici” lancia un invito all’istituto livornese. Direttamente alla dirigente scolastica. «Le posso confermare a mia volta, da padre di un autistico, quanto sia difficile l’inclusione scolastica di persone nello spettro. Mi rendo sin da ora disponibile a venire nel suo liceo a fare una chiacchierata con studenti, professori e famiglie dopo aver fatto loro vedere il mio film “Tommy e gli altri”». Da padre di un bambino autistico riprende la lettera scritta dalla madre del bambino in questione e se ne fa paladino. Lui come tanti internauti che su Fb postano le proprio foto con le scritte a sostegno del ragazzo.
«Da qualche giorno mio figlio girava per i corridoi di casa ripetendo in modo ossessivo la parola 'handicappato'. Noi questo termine non lo usiamo, così mi sono insospettita e ho chiesto dove lo avesse sentito», il racconto della mamma dello studente autistico comincia così. Da diversi giorni suo figlio non sta più frequentando la scuola.
Su Facebook il fratello maggiore racconta quello che sarebbe successo: ovvero che il “fratellino” sarebbe stato chiamato "Handicappato di m...", oppure gli sarebbero state rivolte altre frasi come "Io con te non ci parlo grasso...". «Il 27 febbraio ho informato verbalmente la vicepreside di quanto stava succedendo: non ho formalmente scritto alla scuola perché non me lo hanno chiesto», continua la mamma. Al momento non ci sono denunce da parte della famiglia.
«Chiedo che la scuola indìca un consiglio di classe per parlare tutti insieme dell’accaduto. E soprattutto chiedo che a mio figlio sia cambiata sezione». La mamma parla di un gruppo Instragram da alcuni compagni, per prendere in giro il figlio. «So che il 28 febbraio la scuola ha sentito genitori, docenti e studenti: abbiamo mail in cui la scuola ci dice questo. Noi li avevamo diffidati dal parlare di nostro figlio senza autorizzazione. Come fanno a dire che non sapevano? Ci avevano convocato il 6 marzo per un incontro con i genitori già ascoltati, noi e le insegnanti di sostegno, noi abbiamo detto no, non ci siamo prestati a chiudere tutto in modo ufficioso per dare la colpa al sostegno».
LA SCUOLA
«Invitiamo la famiglia dello studente a formalizzare anche alla scuola quanto abbiamo letto sui social, perché ad oggi non possiamo neppure indire un consiglio di classe: non c’è niente di scritto, non si indicano eventi circostanziati, non ci possiamo basare su quanto leggiamo su Facebook». A parlare, per la prima volta con Il Tirreno che l’ha cercata, è la vicepreside della scuola al centro di un tam tam mediatico di presunti atti di bullismo nei confronti di uno studente autistico da parte di alcuni compagni. . La scuola si dice dispiaciuta e sconcertata. «Alla segnalazione verbale della mamma di fine febbraio di presunte offese al figlio, la scuola ha comunque aperto un’istruttoria, a dimostrazione della serietà con cui l’istituto si muove nei confronti di tutti gli studenti - e ribadisce - Non eravamo tenuti a farlo, ma se ci sono episodi di bullismo i primi a voler andare in fondo siamo noi. Abbiamo sentito docenti di sostegno, prof, studenti, genitori e ad oggi non risulta niente. Da quello che è emerso non esistono profili di responsabilità né della scuola, né degli studenti». Si riavvolge il filo. La scuola ha riaccolto lo studente a ottobre. L’alunno aveva iniziato l’anno in un altro istituto da cui, dopo poche settimane, ha scelto di andare via dopo aver denunciato presunti episodi di bullismo, ancora da verificare e al vaglio della Magistratura.
«Noi abbiamo accolto nuovamente lo studente: su richiesta del padre che ci chiedeva una sezione numericamente limitata, noi a disposizione avevamo e abbiamo una prima di 17 studenti e la famiglia ha accettato, per scritto, questa classe. Non vorremmo che questo caso mediatico che è stato montato sui social sia legato alla volontà della famiglia di far cambiare classe al ragazzo, perché la scuola né ora né mai può esaudire questa richiesta. Come la famiglia sa, le altre classi prime a livello numerico non possono sostenere la presenza di uno studente con disabilità grave». La vicepreside ci tiene a sottolineare che la scuola ha sempre accolto studenti disabili «e mai è accaduto niente di tutto ciò». E chiude: «L’istituto ha sempre accontentato la famiglia dello studente, sin da quando è venuto da noi, nel gennaio 2018: ha ottenuto il cambio di 3 indirizzi, alla quarta richiesta è stato il Provveditorato a dire no per un problema numerico di alunni nelle classi prime». E rispetto all’invito di Gianluca Nicoletti: «Ben volentieri lo inviteremo Nicoletti a scuola per a fare una chiacchierata con studenti, professori e famiglie dopo aver fatto loro vedere il suo film “Tommy e gli altri”». —
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