Il Tirreno

Livorno

La prima donna vigile del fuoco celebrata in caserma: "È la nostra ricchezza" - Video

Stefano Taglione
Foto ricordo dopo la consegna delle mimose al comando dei vigili del fuoco di Livorno: al centro, con la divisa, il comandante provinciale Alessandro Paola ed Eleonora Ricci
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Foto ricordo dopo la consegna delle mimose al comando dei vigili del fuoco di Livorno: al centro, con la divisa, il comandante provinciale Alessandro Paola ed Eleonora Ricci

Livorno: mazzi di mimose a Eleonora Ricci e a tutte le operatrici del comando per festeggiare l'8 marzo. Il comandante: "Senza di loro nessun intervento sarebbe possibile"

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LIVORNO. Festa della Donna in grande stile alla caserma dei vigili del fuoco di Livorno, dove il comandante Alessandro Paola ha consegnato mazzi di mimose a tutte le donne in servizio al comando, in primis alla prima vigilessa operativa nel reparto: Eleonora Ricci. Lei - insieme alle numerose funzionarie degli uffici amministrativi - è stata al centro dell'attenzione delle celebrazioni che si sono tenute, alla presenza della maggior parte dei pompieri in servizio a Livorno, nella mattinata dell'8 marzo. 

 
"Io sono di Montenero, ma ho praticamente vissuto fin da piccola qui nella caserma di Coteto - confida Eleonora, 34 anni, sorella di Stefano (in servizio nello stesso comando) e figlia di Mariagrazia Moretti, che lavora negli uffici amministrativi - ed è stata una grande soddisfazione riuscire a entrare a far parte di questo corpo". Eleonora, effettiva dal 2015 dopo parecchi anni da "discontinua", è tornata nella sua Livorno dal 14 gennaio, dopo aver trascorso tre anni fra Torino e Bologna. Ora fa la pendolare con Piombino, dove materialmente presta servizio da due mesi.
 
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"A volte ho ingoiato bocconi amari, visto bocche storte per la mia presenza nei vigili del fuoco - confida la giovane - ma ora non più. Con i colleghi c'è un grande rapporto di fiducia, anche perché la loro vita può essere nelle mie mani e viceversa". Il fratello di Eleonora, Stefano, è da 22 anni vigile del fuoco nel comando livornese. Ha 11 anni più di lei. "Mi sono innamorata di questa professione - dice - e mi piacerebbe lavorare in ambito fluviale. Sto cercando la mia specializzazione all'interno del corpo".
 
Fra gli interventi operativi che ricorda con più affetto il salvaggio di un cane sulla sponda del Po', quando ancora era a Torino. "Ricordo benissimo quel bambino di cinque anni che ha detto che ero il suo eroe - dice la giovane - e mi ha fatto molto piacere. Lui non ha fatto distinzioni fra donne e uomini".
 
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"Avere Eleonora è sicuramente una cosa importante per noi - spiega il comandante provinciale Alessandro Paola - e la presenza di una donna vigile del fuoco arricchisce di qualità e professionalità il comando livornese. È utile nei contesti operativi, oltre a superare una barriera mentale. Il personale è contento di arricchirsi, anche perché noi dimostriamo sempre un’attività inclusiva nella società. Abbraccio tutte le donne del Corpo nazionale dei vigili del fuoco: loro sono di supporto, perché senza di loro non ci sarebbe alcun intervento. Preparano il soccorso dietro le quinte, rappresentano una seconda linea: seconda solo perché meno esposta, ma non meno importante. In segno di riconoscenza per la significatività della giornata consegneremo loro un mazzo di mimose. Abbiamo anche altre vigili del fuoco donne, oltre a Eleonora, ma lei è la prima effettiva: le altre sono volontarie o discontinue".
 
Cuore di mamma, Eleonora. "Una volta l'ho chiamata e mi ha risposto "Sono in un'alluvione" - dice la madre, Mariagrazia Moretti - e io le ho risposto: "Ma un bell'impiego al catasto no eh?". Sono molto orgogliosa di lei perché fa un lavoro che le piace. Questo è l'importante".

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