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Confesercenti chiede aiuti per i negozi del centro Le Fate

Confesercenti chiede aiuti per i negozi del centro Le Fate

Il direttore Ciapini: «Le attività saranno danneggiate a causa dei lavori previsti bisogna trovare sostegni con la sospensione della Tari e fondi regionali ad hoc »

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LIVORNO. Di fronte a un incubo e senza avere una soluzione che non danneggi gli imprenditori del centro delle Fate per i disagi dovuti ai lavori previsti. Il direttore di Confesercenti Alessandro Ciapini si unisce al coro di CNA e Confcommercio e punta il dito sulla mancato coinvolgimento delle associazioni in un percorso di confronto che, se attivato mesi fa, «avrebbe consentito di evitare quello che appare oggi una vera e propria condanna a morte per quelle imprese che si trovano all’interno del centro commerciale delle Fate». «Non è un incubo - incalza ancora di più - è pura realtà: per intervenire con lavori idrogeologici fondamentali per la città si mette a rischio la sopravvivenza di numeroso imprese e il tutto mentre, in gran tranquillità e con pomposi tàgli di nastro, si continuano ad aprire medie distribuzioni sui viali della città e si attende con incomprensibile gioia l’avvio dei lavori di Esselunga. Diteci voi se questo è sostegno al commercio».

«Le soluzioni raffazzonate che al momento sono state proposte non fanno che peggiorare il quadro - spiega Nedo Di Batte titolare di ben due imprese al centro delle Fate - come si può pensare di garantire l’accesso all’area commerciale proponendo ai potenziali clienti di circumnavigare un colle e passare da una stradina di campagna, dove peraltro non riuscirebbero a passare neanche i furgoni dei fornitori, per arrivare da noi?».

«Tredici mesi sono un tempo infinito e con tutti i centri commerciali che sono più facilmente raggiungibili e lo saranno ancor di più con questa soluzione proposta, significa di fatto per noi chiudere - continua l’imprenditore - qui bisogna semmai pensare ad un doppio senso di marcia su via Grotta delle Fate in contemporanea coi lavori magari vietando l’uso ai mezzi grandi e pesanti». «Questo polo imprenditoriale da lavoro, nel suo complesso, a oltre trecento posti di lavoro tra attività commerciali e artigianali - conclude Di Batte - mi domando se si è ben compreso i rischi che si corrono se non si trova una soluzione alla chiusura della strada».

Da Confesercenti chiudono con due proposte concrete: «Bisogna trovare subito strumenti di sostegno alle imprese e questo si può fare in due modi a nostro avviso: da una parte, come già abbiamo ottenuto dal comune di Rosignano, studiare un sistema di sconti o meglio ancora di sospensione del pagamento della Tari per quelle imprese che subiranno commercialmente gli effetti dei lavori pubblici».

«Dall’altra - si continua - l’attivazione di un tavolo con la Regione per trovare finanziamenti ad hoc con i quali rifondere le imprese commerciali dei danni economici che soffriranno per l’attuazione degli interventi necessari alla collettività livornese. Queste imprese di fatto finiranno per subire, seppure indirettamente, gli effetti dell’alluvione e quindi a nostro avviso come le altre imprese devono poter avere accesso a quegli stessi contributi messi a disposizione dalla Regione Toscana».E aggiunge Ciapini: «Ci attendiamo dal Comune e dalla Regione a breve un gesto concreto, altrimenti poi - con la sospensione delle attività amministrative indotte dalla scadenza elettorale - il rischio che queste imprese siano abbandonate a loro stesse diventerà solo una triste certezza e di questi tempi, in questa città, già stremata da una crisi economica che si trascina da oltre un decennio, proprio non serve». —

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