Gioco
Sussidio per tutti: niente fila alle Poste
Nel primo giorno per richiedere il nuovo bonus governativo nessun disagio: il test agli sportelli del centro e non solo
Ieri alle Poste è scattato il giorno X, quello per presentare la domanda per il reddito e la pensione di cittadinanza. Ma la partenza a razzo messa in preventivo un po’ in tutta Italia per il previsto assalto agli sportelli per il quale la macchina delle Poste italiane si era preparata all’onda d’urto, almeno a Livorno non c’è stato.
Dagli ambienti della direzione toscana di Poste Italiane, la risposta è garbata, ma secca. Probabilmente i dati verranno diffusi nei prossimi giorni, ma non da loro. Ed è impossibile fare la fotografia del fenomeno in tempo reale per Livorno, la provincia e neppure su scala regionale, ma si conferma che l’afflusso è stato molto al di sotto di quanto atteso.
Sarà forse perché c’è tempo fino alla fine del mese per recarsi davanti agli operatori, consegnare la certificazione per ottenere il contributo che comunque sarà erogato a partire da aprile, fatto è che il pellegrinaggio fatto in giro per alcuni tra gli uffici più frequentati, non ha presentato il problema delle file.
Anzi, nel campione preso in esame, Livorno Centro (via Cairoli), Livorno 1 (piazza della Repubblica), Livorno 4 (Via 3 Novembre) e Livorno 3 (piazza San Marco), non c’è traccia di richiedenti. Ore nove, al palazzo storico fra piazza Grande e piazza Cavour, erano un paio le persone che avevano già evaso la pratica.
Testimoniato da alcuni utenti in fila con dei bollettini in mano, perché i dipendenti hanno l’ordine di stare con le bocche cucite e non dire niente a chi chiede lumi sull’afflusso per il reddito o la pensione di cittadinanza. Questione di privacy, si dice. Nel giro di un quarto d’ora, vengono raggiunti gli altri due uffici in centro. Deserto dei tartari, se si esclude chi è lì per spedire un pacco o ha da fare una raccomandata.
Nel frattempo, Il Tirreno decide di fare un salto anche al centro dell’impiego in via Galilei. Dal basso, alla reception (e sono le 11 ormai), dicono registrando il dato con sorpresa, che nessuno fino a quel momento si è fatto vivo. Si torna in via 3 Novembre, dove è appena uscita una signora con dei “fogli sospetti” in mano. Ma la donna – alla domanda specifica – preferisce non rispondere.
Dentro, invece, non c’è nessuno. Salvo una pensionata con il suo libretto. C’è insomma la sensazione di aver intercettato poco prima là fuori, l’unica persona dall’orario di apertura, che ha consegnato la sua pratica.
Ancora Livorno Centro, ultimo giro. L’addetta all’assistenza alla macchina che distribuisce i bigliettini che cambiano a seconda dell’operazione da fare, è evasiva. Ma si capisce che rispetto a un paio d’ore e mezzo fa, qualcuno in realtà c’è stato. Una ventina di presenze nell’ampio salone, nessuno che tenga in mano la domanda. A Livorno, nel primo giorno per richiedere il reddito e la pensione di cittadinanza, il grande boom non c’è stato. Niente grande afflusso, al quale comunque il personale di Poste italiana si era preparato a reagire, assicurando il servizio alla clientela. —
Servizi alle pagine 2-3
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