Il Tirreno

Livorno

«C’è gran voglia di cambiare e adesso troverà un Pd vivo»

«C’è gran voglia di cambiare e adesso troverà un Pd vivo»

Il fronte filo-Zingaretti sorride per il pieno della partecipazione alle primarie Niente resa dei conti ora ma si punta a un riequilibrio nelle liste per le elezioni

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LIVORNO. «C’è una gran voglia di cambiamento e il vento che si sta alzando trova un Pd vivo: ecco cosa dice lo straordinario risultato di queste primarie». Mario Camici, ex portuale, punto di riferimento dell’area di Nicola Zingaretti ha un doppio motivo per esultare: da un lato, una affluenza «al di sopra di ogni attesa»; dall’altro, l’affermazione di Zingaretti anche a Livorno. «Niente di più azzeccato del nostro slogan: cambiare il Pd – dice – per cambiare l’Italia. Partiamo da qui per andare all’attacco del populismo del centrodestra che si è radicato nel Paese».

A proposito di radicamento, Camici mette l’accento sul fatto che «non solo c’è un risveglio dell’orgoglio della partecipazione» ma anche che finalmente si torna a «piantare radici nei quartieri»: con Zingaretti che a Shangai ottiene il secondo miglior risultato in città (ma il primo è a Montenero). E’ come se si riannodassero «parecchi fili che si erano strappati o comunque slabbrati». L’ex portuale cita una serie di episodi-fotocopia: si riferisce al fatto di aver trovato domenica al seggio persone che gli hanno confidato di non sapere che per le primarie Pd non si votava più all’ex circoscrizione 2: «Segno che nelle ultime due volte non avevano votato ed erano usciti dal radar del nostro partito».

Per Camici domenica si avvertiva nel “popolo Pd” la «voglia di chiudere con il passato» e creare un modello di partito «più inclusivo». Già, ma intanto nella “pancia” dello schieramento filo-Zingaretti c’è anche una tentazione: quella di regolare i conti con uno stato maggiore di partito che sia a livello locale che su scala regionale vede una robusta presenza di esponenti di area di Maurizio Martina o del fronte di Roberto Giachetti. Ma le elezioni di maggio bussano alle porte e sarebbe un harakiri mettersi a litigare proprio ora sugli assetti interni o immaginare ripensamenti sui candidati sindaci già annunciati nelle varie città toscane: come emerso anche in sede regionale, il riequilibrio fra le componenti potrebbe avvenire semmai nella composizione delle liste elettorali.

Il fronte Zingaretti dà voce al sentimento anti-renziano e ha ascendenze sul lato sinistro del Pd ma non è marginale il ruolo dell’area Gentiloni (che comprende l’assessore regionale Cristina Grieco, il consigliere regionale Francesco Gazzetti e la presidente Svs Marida Bolognesi): la riprova viene indicata nell’esito dei congressi degli iscritti a Collinaia e nel circolo sanità.

Da Gazzetti arriva una rivendicazione di «orgoglio e senso di appartenenza» di fronte a un Pd che «queste primarie hanno come rigenerato» così come mette l’accento sull’altra metà del proprio orgoglio dem da tesserato: lo dice rimarcando di sentirsi «parte della nostra gente, di questo popolo del centrosinistra che quando viene chiamato a scendere in campo ritrova la bussola e fa sentire la propria voce». E qui Gazzetti insiste su un fatto: è una voce che «parla all’interno del partito ma anche all’esterno: è il punto di riferimento, con la propria forte voglia di contare, per la difesa dei valori della nostra Costituzione».

C’è poi da aggiungere un altro dato: Gazzetti aveva accettato di buon grado di essere messo al quinto posto in lista («quando c’è da fare lavoro di squadra non stai lì a vedere se sei in prima fila»), ma anche un posizionamento così poco sicuro potrebbe essere sufficiente per farlo entrare insieme a Valerio Fabiani, Cristina Grieco, Luca Agostini e Cristina Lucetti fra gli zingarettiani che prendono il treno per l’assemblea nazionale. —

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