Gioco
Authority, il ministero pensava a Nogarin come commissario
L’ipotesi è stata poi accantonata: suggerita a Toninelli dallo staff del viceministro leghista Edoardo Rixi
LIVORNO. Il ministero delle infrastrutture guidato da Danilo Toninelli ha passato al vaglio l’ipotesi di affidare al sindaco Filippo Nogarin, suo compagno di partito, l’incarico di commissario dell’Authority dopo che il gip ha accolto la richiesta del pm di interdire dal loro incarico per 12 mesi il presidente Stefano Corsini e il segretario generale Massimo Provinciali.
«Non ne sono a conoscenza», dichiara il diretto interessato. Ma la conferma dell’indiscrezione arriva pochi minuti più tardi da fonti di primissimo piano del ministero: sì, l’ipotesi è stata fatta. È stata poi accantonata, non è chiaro se definitivamente o solo per il momento, in qaunto ritenuta complicata da gestire perché si sovrapporrebbe alla campagna elettorale per l’elezione del nuovo sindaco.
Al di là del bisogno di affidare l’incarico (temporaneo) al timone del porto, non è del tutto da escludere che possa far gola l’idea di togliere Nogarin dal mazzo dei candidati per l’Europarlamento. Ma questo sono solo congetture. Quel che si sa invece è che, paradossalmente, l’ipotesi sarebbe nata non dall’équipe di Toninelli bensì fra i collaboratori più stretti del viceministro leghista Edoardo Rixi: a quanto viene riferito da fonti ministeriali, Rixi e Nogarin avrebbero un buon rapporto personale nato nel corso degli incontri che il sindaco livornese ha avuto a Roma sul fronte della portualità come esponente dell’Anci, l’associazione che raggruppa i Comuni.
Beninteso, poi la verifica sia giuridica che politica della possibilità di guardare a questo scenario è stata consegnata allo staff del ministro. A frenarla sarebbe stata l’intenzione di puntare su un ammiraglio o comunque una figura di garanzia per tutte le parti in causa guardando a un commissariamento di tipo istituzionale. A tal riguardo, va detto che ieri è andata avanti l’operazione di “scouting” da parte degli alti dirigenti ministeriali che hanno avuto un faccia a faccia con altri due papabili.
Non è comunque la prima volta che viene esaminata l’eventualità di affidare al sindaco l’incarico di commissario dell’Authority: nella lunga fase di scontro per la nomina al timone del porto, il sindaco Pd Gianfranco Lamberti aveva chiesto ai suoi uffici di verificare dal punto di vista giuridico questa strada.
«Capisco che sia del tutto logico che pensino a me – si sbottonerà poi Nogarin davanti al taccuino del Tirreno – perché il Tar ha dato ragione al mio ricorso contro l’Authority che aveva stoppato il mio ingresso nel comitato di gestione: significa che ho un curriculum che sancisce la possibilità di essere seduto a Palazzo Rosciano».
In realtà, nel febbraio 2018 i giudici amministrativi, pur respingendo il resto, avevano accolto i “secondi motivi aggiunti” perché l’Authority non aveva esaminato il curriculum, dopo l’autonomina di Nogarin, e si era limitata a ripetere la bocciatura ritenendo, in modo sbagliato, che il nuovo organismo fosse di per sé riservato ai tecnici. —
Mauro Zucchelli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google