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In centinaia invadono l'ex Trw per un rave party: 64 denunciati - Video
Livorno: i giovani arrivati hanno occupato la fabbrica dismessa. Musica ininterrotta fino alla mattina. Identificata una minorenne che si era allontanata dai genitori e uno straniero espulso dall'Italia
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LIVORNO. Sono arrivati da tutta Italia. Occupando per ore l’ex fabbrica della Trw di via Enriques, dove hanno organizzato un rave party illegale andato avanti fino alla tarda mattinata di domenica 3 marzo. Sarebbero «almeno trecento» – secondo le autorità – i giovani che nella notte fra sabato 2 e domenica 3 hanno invaso l’ex stabilimento produttivo chiuso da anni per ballare al ritmo di musica elettronica. Sessantaquattro di loro sono già stati denunciati dai carabinieri per il reato di invasioni di terreni o edifici: fra le persone identificate anche una minorenne ricercata dall'autorità dopo l'allontanamento volontario da casa e uno straniero che era stato espulso dal Paese, per questo denunciato nuovamente.
Come ricostruito dal Tirreno – che è entrato all’interno dell’area fantasma – i ragazzi, alcuni dei quali anche con accento emiliano e veneto, sono entrati all’interno del parcheggio con auto e camper, mentre in un capannone erano state posizionate delle grosse casse. Poi – verso le 23 di sabato 2 – è iniziato il rave party, naturalmente autogestito, andato avanti fino a mattina inoltrata.
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La situazione non è sfuggita all’occhio di polizia e carabinieri, che hanno subito notato l’afflusso anomalo di macchine da via Firenze verso via Enriques, certamente insolito per quell’ora. L’appuntamento, con ogni probabilità, è partito con un tam tam su Internet, concretizzandosi solo all’ultimo momento. Così – per tutta la notte – i militari dell’Arma e le volanti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico hanno pattugliato la zona, per fare in modo che la manifestazione non autorizzata si svolgesse in sicurezza. Non si è mai pensato allo sgombero dell’area, visto che comunque i giovani nel giro di poche ore (come poi hanno fatto) se ne sarebbero andati da soli.
Non tutti i ragazzi sono riusciti a parcheggiare i mezzi all’interno della fabbrica. In molti, infatti, hanno lasciato l’auto fuori, in mezzo ai camion, ai margini della carreggiata di via Enriques. Dalla strada, per ore, si è sentito il fortissimo suono diffuso dagli impianti acustici, con diversi cittadini che preoccupati hanno telefonato a 113 e 112.
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Sul posto, fin dalla tarda serata, anche le guardie giurate che hanno in carico la sorveglianza dell’ex stabilimento di componentistica auto, dismesso nel 2015 con i circa 450 dipendenti rimasti disoccupati. I vigilantes non hanno potuto fare nulla, visto che al loro arrivo centinaia di giovani erano già dentro. Per entrare con le macchine è stato divelto un ingresso dal lato di via Enriques, mentre a piedi si poteva accedere attraverso un cancello al quale era stata allentata una catena.
«Ehi, ci sono i carabinieri fuori?». Due giovani, a bordo di un camper bianco, stanno uscendo dal capannone dopo la notte da sballo. Dietro, nascosti da una tenda, ce ne sono altri che dormono. L’autista fatica a parlare ed è assonnato. Ed è preoccupato di essere fermato dalle forze dell’ordine, visto che si è sparsa la voce della loro presenza in strada. Riuscirà a cavarsela, visto che nel frattempo ce ne sono molti altri che stanno subendo i controlli delle pattuglie che fino a mattina inoltrata si sono posizionate davanti all’autolavaggio di via Enriques per fermare chi passa. Per fortuna – secondo quanto emerso – non è stato necessario l’intervento di alcuna ambulanza. Il rave illegale, insomma, si sarebbe concluso senza gravi conseguenze.
A distanza di 24 ore i carabinieri - conclusa la prima fase di indagini - hanno infatti denunciato a piede libero 64 persone per il reato di invasione di terreni o edifici. Giovani e non, tutti identificati dai militari che si sono schierati in divisa o in borghese in via Enriques. Fra loro, in arrivo da tutta Italia, c'era in particolare un uomo straniero destinatario di un ordine di espulsione e una minore di cui era stato denunciato l’allontanamento volontario.
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