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Preoccupata anche la Cna «La tutela delle imprese doveva essere la priorità»

S.T.
Preoccupata anche la Cna «La tutela delle imprese doveva essere la priorità»

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LIVORNO. Non solo Confcommercio, anche la Cna è preoccupata per il destino dei lavoratori di via Grotta delle Fate, che probabilmente già da aprile rimarrà quasi completamente scollegata dal resto della città dopo la partenza dei lavori (13 mesi di durata) sul ponte che attraversa il Botro Forcone, un affluente del Rio Ardenza. Interventi previsti da tempo, da dopo la terribile alluvione della notte fra il 9 e 10 settembre del 2017, che a Livorno provocò otto morti.

«Cna condivide le preoccupazioni espresse dalla Confcommercio sull’impatto che il cantiere per la messa in sicurezza idrogeologica della zona avrà sulle imprese che hanno sede in via Grotta delle fate», spiegano infatti dalla sezione livornese dell’associazione degli artigiani. «A prescindere dall’ovvia necessità degli interventi – afferma il direttore Marco Valtriani – è impensabile e non tollerabile che non sia stato avviato per tempo un preventivo confronto da parte di tutti gli enti coinvolti con le associazioni di categoria che rappresentano le imprese. Quella zona è stata duramente colpita in occasione dell’alluvione e le imprese meritano un’attenzione maggiore. Invece – continua Valtriani – ancora una volta dobbiamo constatare che la tutela delle piccole e medie imprese non viene messa al centro delle attenzioni delle istituzioni, nonostante siano l’unica ossatura economica rimasta a dare sviluppo e coesione sociale all’economia livornese».

I lavori – concludono dall’associazione – sono indispensabili per la sicurezza e la realizzazione di una viabilità alternativa diretta deve essere una priorità per la vita delle imprese». Sul tema è tornato a parlare anche il direttore della Confcommercio labronica, Federico Pieragnoli. «L’avvio dei lavori è confermato entro l’estate, ma è un’eventualità che va scongiurata – spiega – a meno che non esista naturalmente un’alternativa alla chiusura. Le imprese rischiano seriamente di abbassare le serrande».

La Confcommercio – per entrare in possesso di tutta la documentazione – ha già fatto una richiesta agli atti nei confronti della Regione. Le associazioni, insomma, sono compatte: «I lavori servono e non si discutono – dicono – ma cerchiamo di trovare un’alternativa altrimenti le imprese moriranno». —

S.T.

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