Gioco
«Tutta colpa delle leggi-babele, non di Corsini e Provinciali»
Il presidente di Assoporti Daniele Rossi: il problema sta nel fatto che le norme sono inadeguate ai cambiamenti, o si “interpretano” o tutto si blocca
LIVORNO. «C’è una grande fame di spazi sulle banchine, c’è una forte pressione sulle aree portuali disponibili per sviluppare i traffici: non desta meraviglia, dunque, che anche un piccolo pezzo di banchina, roba di pochi metri quadrati, sia al centro di una aggressiva contesa fra operatori, magari finendo di fronte a un giudice al termine di una battaglia a colpi di carte bollate. E’ in questo contesto che le Autorità portuali devono esercitare una complessa opera di mediazione”. Daniele Rossi, classe 1960, presidente dell’Authority di Ravenna, è da pochi giorni al timone di Assoporti, l’organizzazione di categoria che raggruppa le istituzioni portuali di tutta Italia: non ci sta a veder crocifiggere i suoi colleghi Stefano Corsini e Massimo Provinciali come se fossero i capi-banda di una cricca del malaffare: lo ripete ricordando che il provvedimento del giudice non è stato motivato da passaggio di mazzette o tentativi di corruzione bensì da abuso d’ufficio. «Cioè, secondo il magistrato hai seguito una strada che non potevi percorrere», dice Rossi.
Anche lei pensa che la salvezza sia prendersela con i magistrati?
«Al contrario, credo che occorra avere grande rispetto dell’attività della magistratura: i giudici applicano le leggi. Nient’altro che questo».
Tradotto: il problema sta nelle leggi, non nell’applicazione che ne fanno i giudici.
«Stiamo parlando di un modo di produrre legislazione che non regge il passo con le dinamiche reali dell’economia. Risultato: le leggi vanno rispettate ok, ma è difficile seguirle senza una interpretazione che diviene indispensabile…».
… perché c’è da coprire il divario fra norma e realtà.
«Avviene dunque che le Autorità portuali – ma il discorso potrebbe avere una portata più generale – siano costrette a compiere un complicato lavoro di mediazione fra interessi. Che sono la carne viva di persone, territori, economie. Ecco che un funzionario pubblico si trova in mezzo: da un lato, ha ovviamente la bussola del rispetto della legge e, dall’altra, l’esigenza di non perdere traffici. Non è una statistica astratta: i traffici significano posti di lavoro, più ricchezza da distribuire sul territorio. Ecco, io sono sicuro di una cosa…».
Cosa?
«Del fatto che Stefano Corsini e Massimo Provinciali hanno avuto in testa quest’obiettivo e sono convinto che presto lo dimostreranno: non è il tornaconto personale che hanno perseguito. Il punto sostanziale è un altro: bisogna riuscire ad adeguare le leggi perché riescano a marciare alla velocità delle dinamiche di mercato».
Del resto, il problema generale è la fame di spazi nel porto di Livorno e, in dettaglio, è la trasformazione dei traffici che hanno fatto decollare la modalità mista dei traghetti ro-pax che trasportano merci e passeggeri.
«Di fronte al mondo che corre così velocemente, cosa può fare chi ha la responsabilità di governare i processi dell’economia? Una interpretazione, diciamo così, positiva della norma. Con l’obiettivo di far sviluppare il territorio. Qui non mi sembra di rilevare niente di patologico: sono indagati per aver interpretato le norme in un certo modo».
Nel porto di Livorno ci sono progetti importanti per tutta la Toscana.
«E’ vero. A cominciare dall’espansione a mare del porto di Livorno, investimento che vale centinaia di milioni. Ma bisognerebbe aggiungere anche un pacchetto di altri progetti: come l’affidamento dei bacini di carenaggio, come il nuovo porto turistico, come la possibilità per le grandi navi di accedere al porto, la concretizzazione del nuovo Prg portuale, i piani di Jindal dopo aver acquisito l’acciaieria di Piombino. Parliamo di progetti che non arrivano per un colpo di bacchetta magica: c’è il segno della professionalità e della caparbietà di Corsini, di Provinciali e di tutta la nuova Authority di Livorno e Piombino».
Ma l’ “occupazione temporanea” non è un fenomeno limitato a quei 4 ettari sulla Sponda Ovest a Livorno…
«Non posso aver contezza se e come possa essere diffusa. Certo, è che si tratta di una procedura prevista. Con regole e limitazioni, ma prevista».
Il governatore Enrico Rossi dice che il ministro non può fare da solo: Roma deve parlare con Firenze…
«L’importante è che si faccia presto: il porto non può restare senza guida. Ma è importante che si faccia presto anche con il Riesame: mi auguro che possa dar modo a Corsini e a Provinciali, oltre che agli 4 manager e imprenditori, di dimostrare le proprie buone ragioni mostrando la correttezza del loro operato e chiudere questa vicenda. L’ho detto nella nota ufficiale a nome di Assoporti: “Pur esprimendo la piena fiducia nell’attività della magistratura, auspichiamo che le misure cautelari possano essere riconsiderate e la governance di un complesso sistema portuale possa essere tutelata adeguatamente”». —
Mauro Zucchelli
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