Il Tirreno

Livorno

l’intervento 

Si fermano i lavori nella piazza dell’alluvione nuovi intoppi al maxi cantiere di Montenero

Juna Goti
Si fermano i lavori nella piazza dell’alluvione nuovi intoppi al maxi cantiere di Montenero

Problemi con i finanziamenti, la ditta sospende: in ballo 500mila euro che rimbalzano tra gli uffici di Comune e Regione

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I mezzi più grandi sono stati appena spostati, gli operai non si vedono più. Per chi vive e lavora a Montenero è un nuovo campanello di allarme. Perché è il segnale che i lavori in piazza delle Carrozze, uno dei luoghi più feriti dall’alluvione, si sono fermati.

È l’ennesimo intoppo per il maxi cantiere aperto all’indomani della tragedia che il 10 settembre del 2017 ha messo in ginocchio la città. Un cantiere che a conti fatti, considerando le varie fasi di intervento, occupa la piazza centrale di Montenero da quasi un anno e mezzo.

Va detto che stiamo parlando di uno degli interventi più grandi e delicati per mettere in sicurezza il territorio. Per cercare di evitare che il botro Stringaio, che a vederlo oggi sembra quasi un rigagnolo, si trasformi di nuovo in un torrente impazzito come quello che un anno e mezzo fa, tra fango e detriti, ha distrutto case e attività commerciali del sacro colle, soprattutto tra il santuario e la piazza della funicolare.

Nel corso dei mesi è stato fatto un lavoro enorme per scoperchiare e allargare di tre volte la sezione del tombamento del fiume. Ma le ditte prima hanno dovuto fare i conti con lo spostamento non facile di un groviglio di sottoservizi (tubi di acqua, gas ed energia) poi, ora che i lavori sembravano in dirittura di arrivo, con un inatteso problema di finanziamenti.

A quanto risulta, infatti, a fine anno il Comune ha chiesto alla Regione Toscana una variante in corso d’opera per aggiungere 500mila euro ai circa 1,3 milioni già spesi (esclusa la progettazione) per i lavori. In prima battuta ne sarebbero stati sbloccati 290mila, con l’obiettivo di arrivare poi allo stanziamento di quel mezzo milione. Ma nel burocratese tra enti, i tempi si sono allungati troppo e nessun soldo in più è arrivato. Così, dopo due mesi di lavori soprattutto nelle aree private lungo il corso del rio, mercoledì la ditta incaricata si è trovata nella condizione di dover sospendere il cantiere in piazza delle Carrozze e fermare la sistemazione degli ultimi micropali del nuovo argine sotterraneo (alla fine saranno quasi 600) in attesa dei soldi.

Contattato dal Tirreno, il direttore dei lavori, il tecnico comunale Alessio Bozzi, conferma: «Con l’intento di aspettare il finanziamento complessivo, nell’interlocuzione tra enti, purtroppo i tempi sono andati troppo avanti e la ditta si è dovuta fermare. Ma il Comune sta facendo tutto quello che serve per ottenere intanto, il prima possibile, quei 290mila euro, in modo da poter ripartire».

Negli ultimi piani di Palazzo Civico, come raccontato a metà novembre dal Tirreno, l’intervento avrebbe dovuto essere completato tra gennaio e febbraio, con il taglio del nastro di una sezione più grande del rio Stringaio, in parte scoperchiabile grazie a un nuovo sistema di beole e griglie.

Così dalla piazza ancora ingabbiata, dove si affacciano i bar e le attività di Montenero – molte duramente messe alla prova dall’alluvione e dai necessari interventi successivi – arriva un nuovo appello a fare presto e bene: «Non è più possibile aspettare». —



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