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Livorno

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«Scenario inquietante, chiedevamo ispezioni»

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LIVORNO. Dalla sinistra livornese erano stati lanciati richiami e allarmi, era stato chiesto l’invio di ispettori. E ora l’interdizione dei vertici dell’Authority per un anno «di fatto mostrano uno scenario inquietante». A dirlo sono Rifondazione Comunista, Sinistra Anticapitalista e Sinistra Italiana in una nota congiunta in cui si mette l’accento sul fatto che la cosa riguarda «non solo il porto di Livorno, ma anche quello di Piombino che condivide la stessa conduzione ed è da anni già piegata dalla pesantissima crisi occupazionale delle acciaierie Aferpi».

Al di là dell’esito delle indagini, i porti di Livorno e Piombino – si afferma – di «non possono permettersi» di finire in un limbo che «ingesserebbe completamente le attività portuali». Senza contare che siamo in «una fase già delicatissima» che è «dominata dalle attese, che di fatto già oggi hanno tenuto investitori, aziende e migliaia lavoratori, appesi all'incertezza legata a progetti futuri già programmati». Il riferimento è alla Piattaforma Europa («promessa sulla carta finora, oggetto di errori, rinvii e contrazioni, fermo agli annunci da troppo tempo») così come la privatizzazione di Porto 2000 (rimasta «in stato di stallo nonostante un aggiudicatario»).

«A Livorno – si rileva – è nuovamente prevalsa fra chi aveva il compito di gestire un bene pubblico, più l'interpretazione della legge, piuttosto che la sua applicazione: atteggiamento non nuovo, ma proprio per questo da correggere per poter cambiare davvero e poter aspirare a un futuro diverso per questa città». —



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