Gioco
Salvetti debutta in cantina «Ridiamo il sorriso alla città»
Il giornalista televisivo per ora è il candidato sindaco della coppia Futuro-Pd ma manda segnali di pace alle altre forze di sinistra e alle liste civiche
Questa volta non è lui a fare le domande. Questa volta è quello chiamato a rispondere. Microfono in mano, niente cravatta, niente slogan. «Chi me lo ha fatto fare? Ho un bellissimo lavoro, una bellissima famiglia. Per trent’anni ho raccontato Livorno, ma negli ultimi tempi l’ho fatto con un retrogusto amaro...». La nuova conduzione del giornalista Luca Salvetti, quella da candidato sindaco, inizia da qui. Da una grande cantina a volte nascosta sugli D’Azeglio, «esempio delle bellezze da riscoprire di Livorno».
Di chi sarà il candidato? «Di un’idea, di un progetto», risponde in prima battuta: «In questo momento le forze più strutturate che mi sostengono sono Futuro di Andrea Raspanti e Giovanna Cepparello, un gruppo di persone fantastiche, e una realtà importante, il Pd», che «credo sia il partito che in questi mesi ha fatto più passi verso gli altri, verso qualcosa di nuovo». Un partito, chiosa tra una domanda e l’altra, che ha «una grande storia in città e alcuni errori importanti su cui si è riflettuto, ma con tanta gente vera dentro, che è giusto che continui a pensare con orgoglio alla propria storia». Ma le altre forze che dovevano comporre la coalizione dove sono? «Ci sono altri gruppi, come CambiaMenti, pronti a lavorare su questo progetto – risponde a margine – e c’è l’attesa delle scelte di Mdp e Più Europa. Sono poi convinto di poter riparlare con Marco Cannito». Non nasconde l’amarezza per una mancato accordo con Buongiorno Livorno, ammette che forse sono mancati i tempi, dice di sperare in un «centro di gravità comune» magari al ballottaggio.
Ma intanto «da oggi si deve andare in mezzo alla gente»: «Facendo 30 chilometri in tre giorni a piedi in città ho sentito che le persone vogliono capire se si possono fidare, dopo che sono state scottate parecchio negli ultimi tempi. I livornesi sono arrabbiati, anche l’uno contro l’altro: se riuscissimo a dare più certezze e a far ritrovare il sorriso alla città sarebbe già un bel modo per cominciare».
52 anni, sposato da 23 con Nicoletta, due figli (Marco e Silvia), una laurea in scienze politiche, giornalista dall’89, rivendica di avere con il suo lavoro «conosciuto ogni angolo di questa città, le persone». Fa capire di sentirsi a casa quando parla di sport, porto e scuole. Per il resto, punge, «non farò l’ingegnere aerospaziale in tutte le tematiche», «non sono un uomo solo al comando». «La prima telefonata – racconta – l’ho fatta a Pietro Contorno (volto di TodoModo e del panorama culturale, ndr) e sono felice che sia al mio fianco». Da cosa partirebbe se fosse sindaco? «Sarebbe facile dire il lavoro, è chiaro. Ma per arrivare a incidere dobbiamo prima riorganizzare totalmente la struttura comunale: dentro ci sono uomini e donne che sanno lavorare e che in questo momento sono in giro senza un’idea. Sono stati spostati dirigenti che sanno fare, c’è un clima pesantissimo dentro il municipio. Con l’Asl, il Comune è la prima azienda del territorio, che produce servizi per i cittadini. La cosa che si può fare da subito è partire da lì».
Il fuorionda a sorpresa è l’abbraccio finale con l’ex collega di Granducato Tv, il consigliere regionale Francesco Gazzetti, candidato mancato. Salvetti non vuole parlare di «scontro tra noi», ma di «confronto tra due linee politiche: portare un candidato di partito o un candidato civico. Alla fine di tutto gli ho mandato un messaggio: “Oltre a battermi al Fantacalcio, ci sentiamo?”...». —
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