Il Tirreno

Livorno

la rabbia dei commercianti 

«Perderemo tutta la clientela devono trovare una soluzione»

Gianni Tacchi
«Perderemo tutta la clientela devono trovare una soluzione»

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Non ci stanno i commercianti di via Grotta delle Fate. Non ci stanno perché «chiudere la strada dalla parte di Ardenza significa chiudere le attività», come ripetono in queste ore di rabbia e perplessità sul futuro. Non ci stanno e chiedono soluzioni alternative, dal senso unico alternato a un ponte provvisorio, pur sottolineando «l’importanza di questi lavori post-alluvione che restano la priorità».

La preoccupazione entra soprattutto al centro commerciale Le Fate, dove ci sono più di venti attività che dovranno fare i conti con questa situazione. «Per noi sarebbe praticamente impossibile andare avanti - dice Fabio Savi, titolare del negozio di articoli per la casa In Shop - nessuno passerebbe più da questa strada. Fra titolari e dipendenti delle varie attività di via Grotta delle Fate, ci sono circa 200 famiglie che rischiano di ritrovarsi in ginocchio».

SOLUZIONI ALTERNATIVE

Ad alzare la voce è soprattutto la famiglia Di Batte, punto di riferimento del centro commerciale. Angelo Felicini, direttore del negozio per animali Dog & company del gruppo Di Batte, evidenzia che «in questo modo si perderebbe una grossa percentuale di clienti, praticamente tutti quelli che arrivano dalla variante Aurelia e dalla zona sud della città». Poi sposta l’attenzione sulle soluzioni alternative: «All’inizio avevamo proposto il senso unico alternato, ma non sembra possibile perché il ponte verrà completamente abbattuto, poi è spuntata l’ipotesi di costruire un ponte provvisorio, però qui c’è il problema dei costi». «Ma una soluzione va trovata - interviene Nedo Di Batte, titolare del supermercato Sigma - questi lavori sono fondamentali, stiamo parlando della sicurezza dei cittadini, però bisogna considerare che in via Grotta delle Fate ci sono 50 attività. E poi è stato vergognoso il comportamento degli enti coinvolti, a partire dal Comune: nessuno ha avvisato ufficialmente noi commercianti».

I RISCHI PER IL FUTURO

Si parla di 13 mesi di lavori, «ma siamo in Italia - ripetono al centro commerciale Le Fate - e alla fine ne serviranno 26…». «Di fatto siamo tagliati fuori», allarga le braccia Luca Tocchini, titolare del bar Glass. «Già siamo in un periodo di grossa crisi - spiega Maria Cristina Mansani, del negozio di ottica GrandVision - e ora ecco anche questa mazzata. Ma nessuno pensa a questo centro commerciale?». Prova invece a non mollare Daniele Dilaghi, titolare dell’omonimo negozio di formaggi: da una parte punta «sul legame con la clientela e sul rapporto qualità-prezzo», ma dall’altra non nasconde «le difficoltà di questo periodo».

Difficoltà che rischiano di aumentare con la chiusura della strada. —



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