Il Tirreno

Livorno

il caso 

Le urne all’orizzonte fanno fiorire i bandi

Mauro Zucchelli

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LIVORNO. Il giro di vite nelle assunzioni da parte di soggetti pubblici o simili ha nell’ultimo decennio sostanzialmente prosciugato questo sbocco occupazionale. Non è più così, almeno a dar retta al moltiplicarsi di bandi che stanno spuntando un po’ dappertutto: per una buffa coincidenza del destino, proprio in coincidenza con l’approssimarsi del voto municipale più incerto dal dopoguerra in poi.

Ad esempio, all'Aamps sono scadute da pochi giorni le selezioni per mettersi in lista come operatore cimiteriale semplice e come caposquadra ma anche come addetto al front office più un bando per individuare il responsabile dei servizi cimiteriali. Nei dodici mesi dello scorso anno si sono concluse più selezioni che nei i 4 anni precedenti.

Non basta. A Casalp a inizio febbraio è stata messa in pista la ricerca di un ingegnere per impianti termoidraulici e elettrici, in ottobre quella per quadro contabile e il mese precedente è stato prorogato il doppio bando per ingegneri (uno informatico e uno edile), in agosto si cercava il direttore generale. In passato le selezioni del personale erano meno frequenti.

L’Asa ha in ponte la ricerca di una ventina di operai meccanici: giorni fa si è svolto un ulteriore round della selezione. Ma è già un bel segnale che, diversamente dal passato, ora il reclutamento passi da bandi pubblici.

In testa alla “fiera della speranza” c’è ovviamente il concorso da tre posti in Comune che però ne promette dieci volte tanto. L’ultimo mega-concorso (più di mille in lizza) risale al dicembre di tre anni fa. E vent’anni fa si arrivò perfino ai quiz in trasferta a Pisa con mille aspirati vigili e più di cento impiegati a controllare. —

Mauro Zucchelli



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