Il Tirreno

Livorno

nuovi progetti 

Dai robot per i fondali marini agli occhiali per chirurghi

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LIVORNO. Dai robot che arrivano fino a tremila metri di profondità agli occhiali con realtà aumentata per i chirurghi. Ecco i progetti protagonisti della visita del presidente Enrico Rossi. La prima tappa è stata alla ex Wass, ora Leonardo, società controllata da Finmeccanica specializzata nella costruzione di sistemi di difesa subacquei (siluri) ma che, mettendo a frutto le ricerche condotte per il settore militare, sviluppa anche prototipi che possono trovare mercato ed applicazioni nell'area civile. Per il controllo e il monitoraggio, ad esempio dell'ambiente, o per la mobilità sostenibile, ad esempio, c’è V-Fides, una sorta di “razza” teleguidata in grado di raccogliere dati in tempo reale grazie ad un cavo in fibra ottica lungo fino a cinquanta chilometri ma anche – ed il suo principale valore aggiunto - estremamente stabile nelle manovre, anche con forti correnti. Una serie di ‘razze' messe in rete sarebbero in grado di mappare con estrema precisione il fondale di un'ampia area oppure intervenire in situazioni di emergenza nel ca so di perdite di carichi in mare. In questo caso il contributo pubblico è stato di oltre 2 milioni e 111 mila euro.

Tra i progetti della Leonardo finanziati con le risorse europee, c'è anche uno studio di nuovi sistemi wireless di comunicazione in ambienti dove le radiofrequenze tradizionali incontrano difficoltà, come l'acqua e l'olio: 306 mila euro il contributo pubblico concesso.

Poi alla Camera di commercio sono state illustrate quattro idee di ricerca dalla medicina e nautica: dagli occhiali digitali con ingrandimento stabilizzato per i chirurghi, una sorta di microscopio indossabile con realtà aumentata, alla capsula automatizzata e trasportabile per la disinfezione e sterilizzazione dei ferri chirurgici che potrebbe mandare in pensione gli attuali contenitori. E ancora da un sistema innovativo e integrato – con tanto di modulo di diagnostica preventiva – per la manutenzione a distanza di imbarcazioni di medie e grandi dimensioni a prototipi di nuovi ricetrasmettitori anti-collisione e per la raccolta di dati meteo e ambientali con l'obiettivo, in prospettiva, di attrezzare imbarcazioni in grado di navigare in modo automatico. In termini economici per il progetto Ma.vi Ultravista degli occhiali da chirurgo (spesa ammissibile 112.800 euro) il contributo pubblico è stato di 56.400 euro, la metà fondi europei.

Per la capsula per ferri sterili della Compolab dalla Ue sono arrivati 166.510, Regione e lo Stato hanno aggiunto altrettanto coprendo alla fine la metà dei costi. Il progetto Iot 4.0 yacht di Team Italia per la manutenzione vale 320 mila euro: anche in questo caso il contributo pubblico copre la metà della spesa e di questo 80 mila euro è la parte di fondi europei. Per i prototipi di sensori messi a punto dalla Wiser dall'Europa infine sono arrivati oltre 32 mila euro: 65 mila è il contributo pubblico totale su 187 mila euro di spesa ammissibile. —

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