Il Tirreno

Livorno

INTERVISTA Al viceministro leghista 

Rixi: «Un commissario-ammiraglio per arrivare al Riesame e alle elezioni»

Mauro Zucchelli
Rixi: «Un commissario-ammiraglio per arrivare al Riesame e alle elezioni»

Ancora non è stato nominato perché «dobbiamo aspettare la comunicazione ufficiale del giudice» Meglio una figura istituzionale: «Voi livornesi siete vivaci, sarebbe sciocco venir qui con la benzina»

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«L’invio del commissario all’Authority di Livorno ancora non è stato formalizzato: il decreto è praticamente pronto ma ancora non è pervenuta la comunicazione ufficiale con cui il giudice segnala che Corsini e Provinciali hanno l’interdizione. Quando la faremo? Appena avremo la comunicazione, basteranno forse anche nel giro di 24 ore». Edoardo Rixi, 45 anni, non è solo il vice del ministro Danilo Toninelli: è il plenipotenziario leghista sul fronte del porto, non vuole ancora spendere il nome sul quale si sta puntando.

Risulta al Tirreno che il contrammiraglio Verna sia in pole position: è lui?

«Il nome lo farò quando sarà pronta la nomina. I nomi li abbiamo chiesti al comandante delle Capitanerie. Fra poche settimane c’è il Riesame e si potrebbe anche arrivare al reintegro di chi è stato interdetto. Non possiamo correre il rischio di ritrovarci con due persone in conflitto perché entrambe rivendicano il vertice dell’Authority livornese».

Il governatore toscano Enrico Rossi si sgola a chiedere che Roma non consideri il commissariamento una questione tutta sua.

«Il presidente della Regione Toscana stia tranquillo. Mi ha cercato lui, poi l’ho cercato io: l’ho inseguito per tutto il pomeriggio e poi leggo la sua dichiarazione all’Ansa. Gli avrei detto le stesse cose che dico ora al Tirreno: non c’è l’intenzione di puntare su una figura con caratterizzazione politica».

Meglio una figura istituzionale, insomma.

«È il motivo per cui abbiamo chiesto i nomi all’ammiraglio ispettore Pettorino: una figura di garanzia».

E una soluzione interna pescando all’interno dell’Authority?

«Il provvedimento del giudice è piuttosto pesante. Prima di tutto bisogna mettere in sicurezza il porto e rassicurare gli operatori che il porto può andare avanti. Con un commissario pescato fra gli alti ufficiali delle Capitanerie, conto che sia possibile non dover cercare anche un segretario generale bis. Magari l’ammiraglio incaricato, sotto la sua responsabilità, può individuare qualcuno all’interno di Palazzo Rosciano sul quale appoggiarsi come facente funzione».

Lei sembra guardare a un orizzonte breve…

«Mi auguro sia di qualche mese…».

Ma il provvedimento del giudice indica un anno.

«Ora guardiamo a una prima fase. Dobbiamo arrivare al Riesame e alle elezioni limitando gli scossoni: chiunque nominassimo prima del voto municipale si scatenerebbe il caos. Il veleno della campagna elettorale non mi deve cadere sui porti. Non rimpiango i commissariamenti infiniti di Delrio e subito dopo ne riparleremo e apriremo una nuova fase. Magari nominando un presidente: d’intesa ovviamente con il governatore, per carità…».

Però se il Riesame annulla l’interdizione il presidente Corsini torna in sella.

«Corsini rientrerebbe di diritto a Palazzo Rosciano. Deciderà lui se vuol restare all’Authority di Livorno, se vuol tornare a Palazzo Chigi o andare altrove».

Voi leghisti e il M5s del ministro Toninelli siete alleati nel governo Conte ma a Livorno vi presenterete l’uno contro l’altro. E l’Authority è una poltronissima di primo piano. Lei e Toninelli, quanto vi beccherete sul caso Livorno?

«La scelta di un profilo istituzionale garantisce tutti: garantisce il ministro, garantisce me e, a sua insaputa, pure il governatore Rossi. È una scelta non per aiutare qualcuno: serve ad aiutare la portualità livornese che ne ha un disperato bisogno, visto che viene da una stagione di lacerazioni. Poi quando l’arbitro fischierà l’inizio della partita ognuno giocherà con la sua squadra: in questa fase, no».

Questa è una ingarbugliata vicenda che nasce attorno all’utilizzo dell’“occupazione temporanea” per dribblare gli intoppi della procedura.

«Gliel’ho detto a Corsini, che penso sia persona corretta: non concepisco che un’Authority come Livorno dia concessioni per quattro anni. Stiamo lavorando per riformare le concessioni: quando sono così brevi, è chiaro che sono tutti lì a cercare di fregarsela l’un l’altro. Non escludo del tutto le concessioni di breve durata ma penso che là dove sono necessari investimenti più rilevanti si debba puntare a concessioni di più lunga durata. Credo che così si creerebbero meno tensioni. E’ un tema che non riguarda solo Livorno: diciamo che Livorno è uguale ad altri scali. Ma anche a molti altri no».

Resta il fatto che l’“occupazione temporanea” può essere un escamotage con cui la burocrazia dell’apparato regge il passo dell’economia…

«Sono per la semplificazione normativa ma insisto: in porti rilevanti le concessioni importanti non possono essere brevi. Altrimenti diventa difficile da gestire: va bene solo finché non hai conflittualità».

E sul progetto dell’espansione a mare con la Darsena Europa, cosa dice il governo? E’ una grande opera “buona” o ha lo stigma negativo della Tav?

«Se le grandi opere servono, sono sempre viste da me positivamente: l’importante è che abbiano mercato. I porti che in Italia funzionano sono quelli in cui più alto è l’impegno dei privati. Nell’immediato quel che mi interessa è riuscire a garantire i dragaggi che dobbiamo fare a giugno. Voi livornesi siete abbastanza vivaci, c’è bisogno di chi non arrivi con la tanica di benzina: meglio un po’ di acqua». —



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