Gioco
Passo in avanti per lo spostamento del depuratore via dalla Venezia
Il Comune acquisisce dall'Authority alcune aree fra l'ex Trw-Delphi e la raffineria. Poi le girerà all'Asa per realizzare il nuovo impianto
LIVORNO. Le elezioni sono vicine, maggioranza e opposizioni non perdono occasione di prendersi a sberle. Eppure è stato votato all’unanimità il punto 16 all’ordine del giorno nell’’ultima seduta: è il via libera all’atto con cui l’idea di spostare il depuratore del Rivellino fa un passo in avanti e diventa un po’ meno idea e un po’ più realtà. Via da quella collocazione ingombrante a ridosso delle mura di via della Cinta Esterna, fra il cuore della Venezia e la stazione marittima, per essere localizzato invece all’interno della zona industriale a nord della città. Praticamente fra l’ex stabilimento Trw-Delphi di via Enriques ormai chiuso da anni e la raffineria Eni. In un’area finora in mano all’Authority.
In realtà, quel benedetto punto 16 ha una denominazione più lungoa del titolo di un film della Wertmuller: "Interventi finalizzati all’adeguamento del sistema depurativo urbano della città e del porto di Livorno: delocalizzazione della linea acque posta nel centro storico di Livorno e riattivazione della piattaforma di Paduletta per il trattamento dei rifiuti liquidi e per la depurazione delle acque di bonifica. Accettazione della concessione dell’area ex Erg sita a Livorno, via dei Trasportatori, di proprietà dell’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale, per la consegna ad Asa".
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Il primo passo è proprio quello: sistemare la titolarità delle aree in modo che l’Asa possa lavorarci (anche dal punto di vista finanziario). Prima ancora, a pochi giorni dalla fine di gennaio, era stata l’Authority a dare semaforo verde nel comitato di gestione al provvedimento che concretizza il passaggio dell’area al Comune di Livorno. Secondo quanto riferisce Palazzo Rosciano, è la traduzione operativa degli accordi raggiunti nel novembre di due anni fa tra Regione Toscana, Autorità Idrica Toscana, Asa, Autorità di Sistema Portuale e Comune di Livorno per «il recupero del deficit depurativo di Livorno e per il miglioramento della circolazione delle acque portuali in ambito portuale».
Una intesa istituzionale rilevante, anche se non sono mancati momenti di attrito: basti dire che ad un certo punto era spuntata perfino l’ipotesi di una diffida. Ora Palazzo Civico otterrà le aree dall’Authority pagando, secondo normativa, solo un “canone ricognitorio” che di fatto è una sorta di prezzo politico che abbatte i costi, poi girerà a Asa la disponibilità delle aree, in modo tale che l’ex municipalizzata avrà titolo per partire con l’iter di costruzione.
“E’ tutto pronto per la delocalizzazione del Rivellino”, dice il sindaco Filippo Nogarin parlando di “un passaggio storico, un’operazione che la città attende da anni e che era uno degli obiettivi di mandato di questa amministrazione”. Nogarin mette l’accento sul fatto che si prendono due piccioni con una fava: da un lato, la città sarà “in grado di avere un impianto di trattamento delle acque nuovo e moderno”; dall’altra, si potrà “liberare e riqualificare un’area di prego nel cuore della Venezia, a due passi dagli ex Macelli”.
Canta vittoria anche il presidente del consiglio di gestione di Asa, Nicola Ceravolo. Mette l’accento sui tempi e, se ammette che “non saranno brevissimi (ma le grandi opere se sono utili hanno un valore indispensabile ed i suoi tempi di realizzazione in un paese dominato dalla "buro-pazzia" possono essere lunghi)”, d’altro canto tiene a sottolineare che a questo punto “la strada è segnata e non si può più tornare indietro”. Ora come ora, il cronoprogramma è questo: “Abbiamo affidato la gara di progettazione definitiva a lotti, valuteremo il progetto tra qualche mese e daremo avvio alla procedura di valutazione di impatto ambientale. In parallelo stiamo portando a ratifica l’accordo di programma e lavoreremo sulla gara di esecuzione dei lavori”. Date? “Confidiamo di partire con i cantieri alla metà del 2020 per ultimare i lavori nel 2022”.
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La vicesindaca Stella Sorgente segnala che il primo lotto prevede un investimento da “quasi 8 milioni di euro”. Lo ribadisce ringraziando “l’Autorità portuale e la Regione che stanno contribuendo in maniera determinante a questo progetto”. Poi rincara: “Nei prossimi mesi avvieremo un confronto con tutti i portatori di interesse per procedere alla riqualificazione della Venezia. E’ un’area strategica, ci vuole grande attenzione”.
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