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I sindacati: ridateci l’Authority che funzioni davvero a pieno regime
LIVORNO. «La comunità portuale sta con il fiato sospeso»: si apre così la nota a firme dei sindacati di categoria Cgil Cisl Uil (Filt, Fit e Uiltrasporti) che indicano nelle recenti vicende che hanno coinvolto i vertici dell’Authority «l’ennesimo colpo al nostro territorio».
Le organizzazioni sindacali esprimono «piena fiducia nel lavoro della magistratura» e sottolineano che «l’ipotesi di un commissariamento, esperienza già vissuta con esiti negativi in termini di sviluppo e occupazione, – viene ribadito – potrebbe bloccare gli investimenti e lo sviluppo con gravi ricadute sul lavoro e sui lavoratori». A giudizio dei sindacati, la costa e i suoi porti «non possono perdere più tempo». E aggiungono: «L’auspicio è che il sistema portuale di Livorno e Piombino possa avere al più presto una Authority con pieni poteri, al fine di rilanciare lo sviluppo di Livorno e Piombino. Il rischio concreto altrimenti è di innescare una crisi che coinvolgerà l’intero sistema logistico regionale».
Potenti (Lega): ok l’intervento immediato del viceministro. Il parlamentare leghista plaude all’« intervento immediato» del ministero delle infrastrutture e del viceministro Edoardo Rixi per «garantire all'Authority la continuità operativa».
Potenti è certo che il commissario «saprà interpretare tutte le esigenze operative di cui le infrastrutture portuali di Livorno, Piombino ed Isola d' Elba hanno estremo bisogno».
A Rossi che parla di concertazione si risponde che c’è bisogno di «tempi rapidissimi per affidare una simile nomina». Ma è così che «gli investimenti fatti dalla Regione sul porto di Livorno saranno non solo valorizzati ma, anzi, – mette in evidenza il deputato del Carroccio – sia questa l' occasione per infondere fiducia e certezza di buon governo amministrativo dell' Autority a tutte le imprese che operino e vorranno operare nel porto di Livorno».
Uggè (Conftrasporto): rivedere il sistema delle concessioni. «L’inchiesta che si è abbattuta sul porto di Livorno, al di là degli aspetti penali di competenza dell’autorità giudiziaria, è l’ennesima conferma che il sistema delle concessioni nei porti va assolutamente rivisto». L’esponente dell’organizzazione di categoria dice che «è inconcepibile che a distanza di 25 anni non sia stato ancora emanato il relativo regolamento previsto dalla legge: attualmente ogni porto fa ‘Stato’ a sé». Per Uggè occorre che «il ministro dei trasporti affidi alla autorità di regolazione del settore la supervisione e la regolamentazione delle concessioni demaniali portuali rendendole omogenee e vigilando sul rispetto dei piani d’impresa, degli investimenti, dei livelli occupazionali, e impedendo il ‘mercato delle concessioni’, che è vietato dalla legge».
Articolo 1 Mdp: la comina del commissario d’intesa con Rossi. «Livorno è un tutt’uno con il suo porto», ma - afferma la formazione di sinistra – non c’è «nessuna prospettiva» senza «la realizzazione delle opere immediatamente vitali»: allargamento del canale del Marzocco per l’ingresso in Darsena Toscana, e senza la concretizzazione dell’ inizio del percorso verso la Darsena Europa. C’è il timore che si inneschi «un conflitto fra Magistratura e Politica, così da frenare o bloccare tali interventi, arrestandone la gestione amministrativa e rendendo di fatto inutili anche le risorse pubbliche finalizzate allo sviluppo del nostro scalo». Ben venga un commissariamento che non lasci vuoti, ma occorre che «la scelta del commissario sia fatta di concerto col presidente della Regione». —
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