Gioco
«Guai se si fermano le opere fondamentali»
LIVORNO. Alla fin fine, a giornata conclusa, dopo un intreccio di telefonate andate a vuoto il governatore Enrico Rossi e il viceministro Edoardo Rixi si sono sentiti: cercheranno di condividere un pezzo del percorso per dare stabilità al porto di Livorno in questa fase così difficile e ingarbugliata.
Per il presidente della Regione – che oggi è a Livorno per una serie di iniziative – c’è un comandamento che sta sopra tutti gli altri: «Guai se si fermano le opere fondamentali senza le quali il futuro dello scalo labronico è a forte rischio di declino». È su questo che i collaboratori di Rossi riferiscono il governatore ha ribadito la propria attenzione e la propria preoccupazione.
«La vicenda giudiziaria che è capitata al presidente dell’Autorità portuale di Livorno – ha tenuto a mettere in evidenza il governatore toscano – ci preoccupa, non vorremmo che questo frenasse i lavori e le attività che eravamo riusciti ad incardinare». La dichiarazione del presidente Rossi è arrivata a margine della firma dei protocollo di insediamento per le aree di crisi di Massa Carrara e Livorno, che ha tenuto banco ieri a Firenze nella sede di Palazzo Strozzi Sacrati.
Una questione su tutte: il decollo dei lavori per la maxi-Darsena. Il governatore ha ricordato che una volta al mese «facevo una riunione per verificare lo stato di avanzamento dei progetti importantissimi per Livorno, come Darsena Toscana ed altro». È per questa ragione che è tornato a insistere con il dicastero delle infrastrutture, ribadenbdo fin dalle prime ore della mattina la richiesta di un contatto con il viceministro Rixi o con il ministro Toninelli.
«Mettiamo tanti soldi sul porto di Livorno e lo facciamo per scelta politica», ha detto Rossi rimarcando che «si deve nominare un commissario il garbo istituzionale, o se preferite la leale collaborazione istituzionale, consiglierebbe almeno un confronto di opinioni». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
