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Grimaldi: a Livorno non abbiamo avuto favori
livorno. «In primo luogo, preso atto delle indagini attualmente in corso, l’azienda desidera esprimere la sua più totale fiducia nella giustizia italiana, con la sicurezza che nel corso delle stesse verrà accertata la completa estraneità del gruppo da eventuali dinamiche non regolari che abbiano potuto avere luogo nell’assegnazione degli spazi all’interno del porto di Livorno». Parte così la nota ufficiale diramata dal quartier generale di Grimaldi, una delle realtà più rilevanti all’interno del porto di Livorno (e che ha Livorno come snodo strategico nella propria geografia dei collegamenti marittimi).
La compagnia di navigazione prende la parola dopo che la magistratura ha non solo puntato il dito contro il provvisorio affidamento della banchina alle sue navi ma anche disposto l’interdizione di uno dei suoi manager più importanti, Costantino Baldissara. Il comunicato, peraltro, si apre e si chiude ribadendo la propria fiducia nella giustizia.
Il gruppo napoletano ricorda che è «nel porto di Livorno da oltre 50 anni, durante i quali l’importanza strategica dello scalo labronico all’interno del proprio network è aumentata progressivamente con un conseguente sempre maggiore impegno di risorse in termini di investimenti e servizi offerti». L’impatto positivo sul porto e, più in generale, sul territorio livornese è stato «rilevante» in termini di «lavoro e occupazione».
Il gruppo Grimaldi sottolinea di non aver «mai usufruito» di «trattamenti preferenziali da nessuno dei suoi interlocutori all’interno dello scalo». Anzi, Grimaldi isnsite che «al contrario, si è trovato sistematicamente a dover operare in aree con spazi inferiori, in termini di metri quadrati, rispetto a quelle concesse a tutti i suoi concorrenti».
Grimaldi segnala che «il problema dell’inadeguatezza degli spazi riservati, rispetto alla mole di carico movimentata, ha comportato la necessità dell’utilizzo di banchine temporanee in attesa di ottenere concessioni di medio-lungo termine». E aggiunge: «Questi spazi concessi temporaneamente ai terminalisti affidatari, è bene sottolineare, sono più onerosi per la compagnia utilizzatrice rispetto a quelli concessi per periodi più lunghi con un conseguente maggiore introito per l’erario». —
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