Gioco
«Ai bambini servito cibo caduto a terra» Licenziato un dipendente della CoopLat
Prime conseguenze sul caso dei residui trovati alla mensa delle Lambruschini a fine gennaio. Spostati gli altri addetti
Il cibo caduto a terra alla mensa della scuola primaria Lambruschini raccolto dal pavimento, messo nei piatti di ceramica – probabilmente rotti – e servito agli studenti che per questo motivo hanno trovato in mezzo alla vellutata con l’aggiunta di pasta una ciocca di capelli, polvere, un filo di plastica e due frammenti di ceramica. Era il 31 maggio scorso.
È inquietante la ricostruzione del sistema di somministrazione che emerge dalle prime indiscrezioni – confermate da più fonti – e inserite nelle controdeduzioni che nei giorni scorsi le aziende che hanno in appalto il servizio mensa per le scuole pubbliche di Livorno (Cirfood, CoopLat ed Elior) hanno inviato in risposta alle contestazioni del Comune su quanto avvenuto all’istituto in zona La Rosa.
Due le conseguenze immediate di quanto accertato dai vertici dell’azienda che all’indomani della denuncia avevano avviato un’indagine interna: il dipendente di CoopLat che avrebbe raccolto il cibo da terra per poi servirlo è stato licenziato, mentre il gruppo di lavoro che si occupava dell’impiattamento e della somministrazione alle Lambruschini è stato spostato su altri appalti.
La ricostruzione
Vero è che la ricostruzione fornita da Cirfood e Cooplat non chiarisce fino in fondo tutti i dubbi che riguardano un episodio «grave e preoccupante», come lo ha definito la vicesindaco Stella Sorgente. Infatti l’indagine interna che ha tenuto conto anche degli esami di laboratorio che hanno accertato come i residui trovati nei piatti non fossero cotti e dunque inseriti in un secondo momento, si è basata soprattutto sulle testimonianze fornite dal personale.
È in questo contesto che sarebbe stato confermato da più fonti che il contenitore inviato da Cirfood con dentro la vellutata di carote e patata sia caduto accidentalmente a terra. Dopodiché la stessa sarebbe stata raccolta perché quella rimasta dopo il primo turno non sarebbe bastata per tutti gli altri bambini che dovevano ancora pranzare. Un meccanismo che spiegherebbe il ritrovamento della ciocca di capelli, del pezzo di plastica e della polvere. Ma che non giustificherebbe i due frammenti di ceramica finiti nei piatti. A meno che le stoviglie non si fossero rotte in precedenza e nessuno avesse tolto dal pavimento i cocci.
Genitori sentinella
Da quando è stato denunciato il caso, alle Lambruschi è scoppiata una sorta di psicosi cibo, tanto che da un mese i genitori, ogni giorno, all’ora della mensa, si trasformano in sentinelle del cibo per verificare che tutto il sistema funzioni. Proprio uno dei primi giorni in cui sono avvenuti i controlli, i genitori-sentinella hanno trovato alcuni piatti scheggiati che sono stati immediatamente sostituiti. Inoltre sempre alle Lambruschini è stata effettuata, oltre al normale controllo da parte dell’ufficio mensa del Comune, una ispezione congiunta da parte di Nas e Asl. —
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