Gioco
Le navi di Grimaldi intanto continuano ad andare lì grazie all’ok del Tar
La telenovela della battaglia di fronte ai giudici amministrativi per un’area di quattro ettari che vale meno del 2% del porto
LIVORNO. Cosa accade stamani, domani, dopodomani? E’ vero che il gip ha accolto, almeno per quanto riguarda gli attuali vertici dell’Authority e i quattro manager e imprenditori, l’impostazione della Procura che contesta il modo su com’è stato gestito finora quel ritaglio di porto alla radice della Darsena Toscana ma il paradosso è che, in virtù della decisione di un altro tassello del puzzle giustizia, su quelle stesse banchine e in quegli stessi piazzali per adesso continueranno a operare le navi di Grimaldi. E’ stato il Tar a stoppare il no con cui l’Authority aveva respinto al mittente la richiesta di prorogare l’“anticipata occupazione” di quello spazio del porto: prima con un decreto d’urgenza, poi accogliendo la richiesta di sospensiva presentata dall’alleanza Sintermar-Tdt (Sdt) che lì accoglie i traghetti di Grimaldi.
Dunque, anche oggi, domani e nei prossimi giorni chi si affaccerà dal viadotto della superstrada vedrà lì le flotte bianche e blu dell’armatore napoletano.
Fino a quando? Sono tre gli scenari che possono cambiare le carte in tavola. Il primo: l’esito di un eventuale appello che contro la sospensiva potrebbe esser presentato al Consiglio di Stato dall’Authority o dalla Ltm. Il secondo: la conclusione dell’iter relativo alla domanda di concessione presentata agli inizi del 2018 da Sdt, per la quale Palazzo Rosciano ha messo in moto la procedura di evidenza pubblica per far venire allo scoperto altri potenziali operatori interessati a quell’area. Il terzo: la decisione di merito del Tar riguardo al respingimento della richiesta di proroga.
Non sarebbe la prima volta che i giudici amministrativi si pronunciano sul destino di questo spicchietto del porto. Anzi, risulta che nelle prossime settimane sia in calendario l’udienza riguardante uno dei numerosi ricorsi al Tar che hanno contrassegnato di anno in anno la vicenda degli accosti in radice di Darsena Toscana.
L’ultimo round di una lunghissima telenovela: da dire che la richiesta di sospensiva che i ricorrenti avevano inizialmente presentato era stata poi ritirata. A contestare i provvedimenti è Ltm, appartenente al gruppo Onorato che è in guerra da tempo contro la famiglia Grimaldi: ma la raffica di ricorsi al Tar parte da ben prima dell’acquisizione (nel marzo di due anni fa) da parte della holding che controlla Tirrenia, Moby e Toremar.
Va detto che sul finire del decennio precedente questo spazio era stato affidato, sempre in via provvisoria, proprio a Ltm sulla base di una ordinanza di Authority e Capitaneria che puntava a dare una banchina ai traffici verso Barcellona.
Grimaldi a quel tempo era presente lì insieme ad altri armatori: non era ancora decollato l’ipersviluppo che ha fatto della compagnia napoletana una delle flotte più importanti al mondo nel proprio campo. Poi Ltm perde il traffico e contesta che conquistarli possa essere Sintermar: lo fa anche rivolgendosi alla giustizia amministrativa. Peraltro, secondo quanto è stato possibile ricostruire, il Tar ha dato di volta in volta ragione all’Authority in questo braccio di ferro a suon di carte bollate.
Prima che l’interdizione dei vertici di Palazzo Rosciano (e di quattro imprenditori e manager) sparigliasse tutti i giochi, l’Authority aveva messo in campo l’iter per arrivare alla concessione: in effetti, la Sdt la domanda l’aveva fatta già agli inizi dello scorso anno.
Intanto, comunque, per dire che si era proprio cambiato registro Palazzo Rosciano aveva messo nero su bianco l’ordinanza con cui si parla di banchina riportata a uso pubblico con affidamento al massimo di settimana in settimana. —
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